Due episodi ravvicinati di violenza hanno scosso il sistema di emergenza-urgenza a Bari, richiamando l’attenzione sui pericoli sempre più frequenti che infermieri e soccorritori si trovano ad affrontare a bordo delle ambulanze e nei pronto soccorso.
L’ultimo caso risale al 20 agosto 2025: un infermiere del 118 è stato violentemente aggredito da un paziente detenuto presso il Cara di Bari-Palese, durante il trasporto verso l’Ospedale San Paolo. Solo pochi giorni prima, il 14 agosto, un altro infermiere era stato vittima di un’aggressione da parte di un paziente psichiatrico. In entrambe le circostanze, le conseguenze più gravi sono state evitate solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
“L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari esprime la propria più ferma condanna per questi gravi episodi, che non rappresentano purtroppo casi isolati”, si legge nella nota ufficiale dell’Opi, come noto presieduto da Saverio Andreula. “Gli operatori sanitari sono costretti a lavorare in condizioni di crescente affaticamento e rischio, troppo spesso senza misure di prevenzione e protezione adeguate. La loro sicurezza deve diventare una priorità assoluta”.
Secondo l’Opi, una delle più gravi carenze riguarda l’assenza, durante il trasporto di alcune categorie di pazienti a rischio come i detenuti trasferiti dal Cara, della presenza delle forze dell’ordine a bordo delle ambulanze – diversamente da quanto già avviene nei trasferimenti gestiti dal carcere. “Questa lacuna espone gli operatori a rischi inaccettabili e deve essere colmata senza ulteriori indugi”.
L’Ordine invoca dunque:
- L’implementazione di misure concrete di protezione a bordo delle ambulanze e nei pronto soccorso.
- L’adeguamento dei protocolli di trasporto sanitario, prevedendo la presenza delle forze dell’ordine per i casi più complessi e a rischio.
- Il rafforzamento degli organici, una formazione specifica per la gestione delle aggressioni, e il supporto psicologico e legale per chi subisce violenza.
- La promozione di una cultura del rispetto verso chi, in condizioni spesso difficilissime, garantisce un servizio essenziale a tutta la collettività.
“Esporre infermieri e operatori dell’emergenza-urgenza a violenze fisiche o verbali significa minare le fondamenta stesse del nostro sistema sanitario”, conclude l’Opi Bari. “È arrivato il momento di agire con determinazione per assicurare la sicurezza di chi si prende cura della nostra salute, anche nei momenti più critici”.
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