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Negli ultimi anni la professione infermieristica ha cercato di rafforzare la propria identità puntando sull’estensione delle competenze e sui ruoli avanzati. Un percorso necessario, che però si è spesso sviluppato all’interno di un modello ancora medico-centrico e patriarcale, fondato su gerarchie che continuano a confinare l’infermieristica in un ruolo prevalentemente esecutivo e assistenziale, soprattutto in ambito ospedaliero.

Molte delle specializzazioni oggi proposte agli infermieri riguardano infatti attività tecniche che restano dipendenti dalla prescrizione medica e utilizzabili quasi esclusivamente all’interno delle strutture ospedaliere. Competenze importanti, ma che difficilmente aprono a reali spazi di autonomia o a forme di esercizio professionale extra-ospedaliero, rafforzando di fatto un modello di dipendenza più che di emancipazione.
La difficoltà di affermare la libera professione anche come spazio imprenditoriale contribuisce così a mantenere, nell’immaginario collettivo, l’idea dell’infermiere come figura di supporto. Eppure, il riconoscimento professionale non nasce solo dalle norme o dai percorsi istituzionali, ma dalla capacità di essere visibili, riconoscibili e scelti dal cittadino all’interno di ambiti chiari e specifici di competenza.
Nel territorio emergono bisogni che vanno oltre la prestazione tecnica: ascolto, continuità, educazione alla salute e accompagnamento nei percorsi di malattia e benessere. Ambiti come il counseling sanitario, la linfologia, le terapie manuali, la gestione dello stress, la mindfulness e le medicine complementari rappresentano spazi concreti in cui l’infermiere può esercitare competenze avanzate, costruendo servizi strutturati e coerenti con la propria formazione.
Diventare liberi professionisti non significa semplicemente “uscire dall’ospedale”, ma assumere una postura imprenditoriale: definire un ambito, progettare un’offerta, prendersi la responsabilità della propria identità professionale. È in questo passaggio che l’infermiere smette di essere percepito come figura ancillare e diventa un professionista autonomo. Perché il riconoscimento della professione nasce dal territorio e dalle persone che scelgono a chi affidarsi, non dai palazzi.
Dott. Davide Rosa, Infermiere
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