Nursing Up rompe il silenzio e prende una posizione netta sul documento approvato dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 17 aprile, dedicato alle future strategie per il personale sanitario. Il sindacato, presente all’incontro ufficiale con i vertici regionali, riconosce l’importanza del confronto avviato, ma lancia un chiaro avvertimento: “Il testo è solo un tassello iniziale. Serve una svolta reale e immediata, con correttivi concreti per garantire diritti e sostenibilità a chi lavora ogni giorno per la nostra salute”.
Salari all’altezza dell’Europa e Carriera Riconosciuta: le richieste di Nursing Up.
Il primo nodo cruciale riguarda le retribuzioni. Nursing Up condivide l’obiettivo di allineare gli stipendi italiani alla media OCSE, ma non si ferma alle intenzioni: chiede un Fondo triennale nella Legge di Bilancio 2026 e clausole vincolanti nel prossimo contratto che attivino risorse automatiche se il divario salariale dovesse persistere.
Altro punto dolente è la carriera. Il sindacato propone un rilancio concreto della carriera clinica, con un accesso all’Area di Elevata Qualificazione che tenga conto non solo delle lauree magistrali, ma anche delle competenze maturate “on the job”. Inoltre, è fondamentale l’inserimento dei laureati magistrali nella dirigenza, per riconoscere pienamente il loro percorso formativo e professionale.
Attrattività del SSN e Benessere Organizzativo: un binomio inscindibile
Per rendere il Servizio Sanitario Nazionale nuovamente attraente, Nursing Up accoglie con favore le semplificazioni nei bandi e gli incentivi regionali. Ma c’è di più: il sindacato propone tempistiche certe per le graduatorie (entro 90 giorni) e l’introduzione di indennità fino al 15% per chi lavora in zone disagiate o particolarmente difficili.
Non solo incentivi economici: per il benessere del personale, Nursing Up insiste sulla necessità di sportelli psicologici aziendali, un attento monitoraggio dei carichi di lavoro e l’introduzione della formazione sulla resilienza come parte integrante del percorso professionale.
Tecnologia sì, ma con la giusta attenzione alle tutele.
L’avanzamento tecnologico e l’Intelligenza Artificiale sono inevitabili anche nel SSN, ma per Nursing Up devono essere gestiti con cautela. Il sindacato chiede l’istituzione di un Comitato paritetico che valuti l’impatto di queste innovazioni su sicurezza, carichi di lavoro e rischio di demansionamento, con un potere concreto di sospendere i progetti critici.
Nessun passo indietro sulle Professioni Sanitarie Esistenti.
Preoccupano il sindacato sia il reclutamento di personale estero senza adeguate garanzie, sia l’introduzione di nuove figure di supporto senza una pianificazione chiara. Nursing Up chiede pari tutele per i professionisti stranieri, ma priorità a chi si forma in Italia. Inoltre, propone di rinviare a una riorganizzazione complessiva l’introduzione dell’assistente infermiere, rinominandolo in “assistente alle professioni sanitarie”, e soprattutto evitando sovrapposizioni di ruolo che potrebbero danneggiare le professionalità già esistenti. Prima di introdurre nuovi profili, serve un vero piano nazionale di valorizzazione delle professioni sanitarie attuali.
Tutela dei Senior e Governance Condivisa.
Un occhio di riguardo va ai professionisti più esperti. Nursing Up chiede che venga garantito il diritto all’esonero dai turni notturni, su richiesta, per chi ha più di 60 anni o oltre 30 anni di servizio notturno alle spalle, favorendo il loro impiego in attività di tutoraggio e mentoring.
Infine, per garantire trasparenza e partecipazione, Nursing Up propone una cabina di regia permanente che includa i sindacati e una dashboard semestrale per monitorare costantemente stipendi, livelli di burnout, percorsi di carriera e casi di demansionamento. Qualsiasi semplificazione delle professionalità sanitarie dovrà essere attuata solo se condivisa previamente con tutti gli stakeholder e le Organizzazioni Sindacali, senza regressioni salariali e nel rispetto delle responsabilità e degli ambiti di funzione di ogni singola professionalità.
“Le Regioni aprano un tavolo permanente!” – Questo è l’appello finale del sindacato, che pur riconoscendo l’apertura su temi storici come salari dignitosi, carriera e benessere organizzativo, avverte: “Serve un’azione rapida, concreta e misurabile. Le nostre proposte sono attuabili e sostenibili. Ora il confronto deve diventare permanente e produttivo per il bene del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
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