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A Torino è esplosa una forte polemica dopo le parole pronunciate dalla direttrice sanitaria della Città della Salute, Flavia Pirola, che ha definito gli infermieri come figure con “funzioni esecutorie rispetto a un mandato medico”. Questa affermazione, fatta durante una riunione interna, ha suscitato una dura reazione da parte degli infermieri e dei loro sindacati, in particolare Nursind, uno dei principali rappresentanti della categoria.
Gli infermieri torinesi hanno denunciato la frase come “inaccettabile” e sintomo di una mentalità ancora troppo gerarchica e svalutante. Il sindacato Nursind ha sottolineato come questa visione sia “anacronistica e umiliante”, ignorando il fatto che gli infermieri sono professionisti sanitari autonomi, con competenze e responsabilità proprie, e non semplici esecutori di ordini medici. La dichiarazione della direttrice Pirola è stata definita dal sindacato come un’offesa che mortifica anni di lotte per il riconoscimento del ruolo infermieristico, oltre a essere in contrasto con la normativa vigente e con il modello di lavoro multidisciplinare che dovrebbe caratterizzare le strutture sanitarie moderne.
Il clima nella Città della Salute è già teso da tempo, con rapporti difficili tra il commissario Thomas Schael e i sindacati, tra cui Cgil, Cisl, Uil, Fials, Nursing Up e Nursind. Recentemente, questi sindacati hanno scritto una lettera congiunta al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, per contestare alcune affermazioni di Schael sulla produttività aziendale e chiedere la convocazione urgente dell’osservatorio sul personale.
Sebbene Schael avesse espresso l’intenzione di rendere la Città della Salute più attrattiva per gli infermieri, le parole della direttrice Pirola rischiano di compromettere ogni tentativo di dialogo e collaborazione. Il messaggio dei sindacati è chiaro: rispetto, autonomia e riconoscimento sono condizioni imprescindibili per lavorare dignitosamente in sanità, e affermazioni come quelle di Pirola non possono più passare inosservate.
Questa vicenda riflette anche una problematica più ampia legata allo stress sul lavoro e alla carenza di personale negli ospedali italiani, fattori che aggravano ulteriormente il clima nelle strutture sanitarie.

