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24 Gen 2026, Sab

Non c’è più rispetto…..anche tra di noi.

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Così cantava Zucchero diversi anni fa in una delle sue celebri canzoni, che riscosse un enorme successo. Oggi questa parola è tornata alla memoria collettiva, in un contesto quotidiano sempre più segnato da violenza, indifferenza e da una diffusa carenza di civiltà e cultura del vivere insieme.

Viviamo infatti in una società priva di valori, idee e sentimenti autentici, vicina a un baratro caratterizzato da un vero e proprio senso di cannibalismo sociale, dove la vita umana viene svalutata fino a considerarsi nulla. Nonostante gli sforzi profusi dalla scuola e dalle varie associazioni, sia nelle parole sia nelle azioni, queste non riescono a contrastare efficacemente questa cultura dilagante. Solo l’applicazione rigorosa delle leggi e una severità ferma potranno restituire speranza e prospettive future; altrimenti, le famiglie continueranno a perpetuare questo paradossale modello di civiltà, in cui la vita è orientata più al divertimento e alla vanità  che ai valori fondamentali del convivere nella famiglia e con essa. Tutto ciò deriva da un cattivo esempio da parte degli adulti e da un approccio pedagogico eccessivamente permissivo nei confronti dei figli. La bassa natalità, così come la diffusione dei figli unici, ha generato una dinamica in cui i figli sono diventati quasi amici dei genitori, che hanno concesso ogni loro richiesta. Inoltre, la diffusione capillare della tecnologia  e degli smartphone ha ulteriormente indebolito le relazioni sociali e familiari, portando a incontri sempre più rari tra genitori e figli. Queste situazioni hanno compromesso la dignità della famiglia.  Rimane, però, indispensabile il principio secondo cui i figli devono essere in grado di conquistarsi il proprio futuro: i genitori non devono sostituirsi a loro in questo compito ma piuttosto preoccuparsi di garantire un’adeguata istruzione, anziché accumulare patrimoni destinati spesso a non essere abitati o utilizzati dai discendenti, che tendono infatti a trasferirsi altrove. 

Ambienti di lavoro che si sono progressivamente trasformati in contesti caratterizzati da elevati livelli di stress, derivanti dalla carenza di personale, dal sovraccarico di lavoro, così come dalla diversità delle personalità presenti e aggravati da problematiche familiari e personali che ciascun individuo affronta. In un tale contesto, sarebbe doveroso far prevalere la deontologia professionale, anziché ergersi in comportamenti e atteggiamenti poco consoni alla collaborazione e al rispetto reciproco, per poi far finta di nulla. Questa non è amicizia, non è convivialità. Nella vita bisogna tenere presente sempre e ovunque un famoso proverbio: persino la regina ha bisogno della vicina. Perciò, è fondamentale che ciascuno svolga un’analisi critica personale per attenuare gli aspetti più conflittuali del proprio carattere all’interno dell’ambiente lavorativo, adottando comportamenti adeguati al ruolo e alla professionalità richiesta, evitando parole o comportamenti spigolosi che possono ferire la dignità altrui soprattutto davanti ad altri. Siamo tutti esseri umani soggetti a errori; pertanto, è opportuno promuovere una cultura aziendale basata sulla consapevolezza personale, la serenità e l’armonia nei rapporti interpersonali. Le parole devono essere usate con attenzione: è preferibile impegnarsi nella comprensione reciproca piuttosto che nel giudizio.

Ormai nemmeno la malattia e la morte riescono più a suscitare consapevolezza e riflessione sulla natura transitoria della vita, rendendo vane le controversie. Al contrario, si osserva con sempre maggiore frequenza una diffusa mancanza di rispetto, che si manifesta soprattutto negli ospedali. È comune, infatti, riscontrare segnalazioni da parte di familiari, pazienti stessi o mezzi di informazione, secondo cui l’assistenza fornita non risponde adeguatamente ai bisogni essenziali. Questo fenomeno rappresenta un segnale di periodi complessi, sarebbe opportuno incrementare il personale di supporto affinché possano essere soddisfatti almeno i bisogni primari.

Per contrastare efficacemente questa deriva pedagogica che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, minacciando non solo la vita ma anche la dignità dell’essere umano, è indispensabile integrare la figura dello psicologo non solo nell’ambito scolastico, ma anche in quello sociale. Tale professionalità dovrebbe assumere un ruolo strategico equiparabile a quello del medico di base, al fine di favorire il ristabilimento di relazioni sociali e familiari in un contesto più equilibrato e funzionale. Questo intervento contribuirebbe a rafforzare l’autostima individuale e a promuovere una rinascita dei valori tradizionali, nei quali la famiglia rappresentava il fondamento della società civile e il rispetto verso il malato costituiva un principio fondamentale. In assenza di tali misure, si rischia un progressivo declino della convivenza umana, caratterizzato da indifferenza crescente e da una violenza sempre più penetrante, destinata a  compromettere tutte le dinamiche sociali con il rischio della tenuta della democrazia.

Autore

  • EmilioCariati Non c'è più rispetto.....anche tra di noi.

    Infermiere di professione, nel tempo libero si dedica alla scrittura di riflessioni sulla vita, ispirate in gran parte dalla sua esperienza lavorativa. Il contatto quotidiano con la sofferenza e il disagio umano gli permette di osservare una società che, nonostante i suoi progressi, appare spesso lontana dalla vera civiltà. Ha pubblicato due libri: "Strade senza cuore, gente senza amore" e "Quando la malattia diventa un optional". Inoltre, ha scritto numerosi articoli per quotidiani e riviste.

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Da Dott. Emilio Cariati

Infermiere di professione, nel tempo libero si dedica alla scrittura di riflessioni sulla vita, ispirate in gran parte dalla sua esperienza lavorativa. Il contatto quotidiano con la sofferenza e il disagio umano gli permette di osservare una società che, nonostante i suoi progressi, appare spesso lontana dalla vera civiltà. Ha pubblicato due libri: "Strade senza cuore, gente senza amore" e "Quando la malattia diventa un optional". Inoltre, ha scritto numerosi articoli per quotidiani e riviste.