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11 Dic 2025, Gio

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FIALS Laghi e Ovest Milanese esprime profonda preoccupazione per le recenti decisioni dell’ASST Valle Olona, che ha negato il nulla osta alla mobilità di diversi dipendenti, nonostante la presenza di graduatorie attive e la piena possibilità di sostituire le figure coinvolte senza alcuna ripercussione sull’organizzazione dei servizi.

laghi Negata la mobilità a chi ha famiglie lontane: FIALS Laghi e Ovest Milanese contro l’ASST Valle Olona.

Numerosi lavoratori hanno chiesto il trasferimento per motivi familiari e personali, in alcuni casi legati a distanze importanti tra luogo di lavoro e residenza, o a esigenze di cura verso familiari anziani o figli piccoli.

Tutte richieste legittime, ragionevoli e perfettamente compatibili con l’interesse dell’azienda.
Eppure la risposta è stata un diniego rigido e immotivato, fondato sulla mera citazione dell’art. 35, comma 5-bis, del D.Lgs. 165/2001, secondo il quale il dipendente dovrebbe permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni.

Ma la norma non vieta affatto la mobilità.

Lo ha chiarito il Dipartimento della Funzione Pubblica, con parere n. 16950 del 22 febbraio 2022, specificando che la disposizione non è un divieto assoluto, ma un principio da applicare con equilibrio e buon senso: il nulla osta può essere concesso se non si compromette l’assetto organizzativo dell’amministrazione: e in questi casi le sostituzioni sarebbero già pronte.

«Negare la mobilità a chi ha la famiglia lontana non è un atto di efficienza, ma di crudeltà» dichiara Salvatore Santo, Segretario FIALS Laghi e Ovest Milanese.

«La mobilità non è un capriccio, è un diritto riconosciuto a chi, per necessità familiari, cerca di conciliare vita e lavoro. Rifiutarla senza motivazione significa spaccare famiglie, minare equilibri, distruggere affetti. È un modo subdolo di esercitare potere, e non può essere tollerato in un servizio pubblico che si fonda sulla persona.»

FIALS Laghi e Ovest Milanese sottolinea che la mobilità è parte integrante del sistema di tutela del benessere lavorativo, e rappresenta uno strumento per garantire un’organizzazione più sostenibile e una qualità del servizio più alta.

Un dipendente sereno, sostenuto e ascoltato lavora meglio e cura meglio.

Negare ascolto e flessibilità, invece, genera frustrazione, stress, alienazione e abbandono del servizio pubblico.

«Chi amministra la sanità deve ricordarsi che gestisce persone, non numeri.
Dietro ogni richiesta di trasferimento c’è una vita reale, una casa, una famiglia, un equilibrio da difendere.
Applicare la norma in modo cieco e punitivo significa sottrarre umanità a chi ogni giorno la dona ai pazienti» aggiunge Santo.

FIALS Laghi e Ovest Milanese chiede quindi:

  • la revisione immediata dei dinieghi di nulla osta alla mobilità;
  • l’apertura di un tavolo di confronto sindacale per definire criteri equi e trasparenti;
  • l’adozione di politiche organizzative che rispettino la vita familiare e la dignità personale dei lavoratori.

«La cura comincia da chi cura.
E un sistema che non rispetta i suoi operatori non potrà mai rispettare fino in fondo i cittadini» conclude il Segretario Salvatore Santo.

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