Un errore evitato può salvare una vita. Il ruolo dell’Operatore Socio Sanitario nella sicurezza delle cure attraverso la segnalazione dei quasi eventi.
In sanità non tutti gli errori provocano un danno. Alcuni vengono intercettati prima che possano avere conseguenze per la persona assistita: sono i near miss, conosciuti anche come quasi eventi o eventi evitati.
Riconoscere e segnalare questi episodi rappresenta un elemento fondamentale della gestione del rischio clinico e della sicurezza delle cure. Anche l’Operatore Socio Sanitario (OSS) ha un ruolo importante perché, grazie alla sua presenza quotidiana accanto al paziente, può individuare situazioni potenzialmente pericolose prima che si trasformino in eventi avversi.
Che cos’è un near miss in sanità?
Il near miss è una situazione, un errore o una condizione di rischio che avrebbe potuto causare un danno alla persona assistita, ma non lo ha provocato perché:
- è stato riconosciuto e corretto tempestivamente;
- è intervenuto un controllo di sicurezza;
- il caso fortuito ha evitato la conseguenza negativa;
- l’evento non ha prodotto danni.
Un esempio pratico: durante la distribuzione dei pasti, un OSS si accorge che a una persona con disfagia sta per essere consegnato un alimento con una consistenza non prevista dal piano assistenziale. L’OSS blocca la consegna e informa l’infermiere. Il paziente non subisce conseguenze, ma il rischio di aspirazione era concreto: si tratta di un near miss.
Near miss, evento avverso ed evento sentinella: le differenze.
È importante distinguere tre situazioni diverse:
Near miss (quasi evento)
È un errore intercettato prima che provochi un danno.
Evento avverso
È un episodio inatteso che determina un danno alla persona assistita collegato al percorso di cura o assistenza.
Evento sentinella
È un evento avverso particolarmente grave, che può provocare morte o gravi conseguenze e che richiede un’analisi approfondita.
Il near miss, quindi, non è un “non evento”: è un importante campanello d’allarme che permette di migliorare la sicurezza.
Perché l’OSS può individuare molti near miss?
L’OSS è una delle figure che trascorre più tempo vicino alla persona assistita. Durante le attività quotidiane può osservare dettagli fondamentali:
- igiene e cura della persona;
- mobilizzazione e trasferimenti;
- alimentazione e idratazione;
- gestione dell’ambiente di vita;
- prevenzione delle cadute;
- utilizzo di ausili.
Proprio questa vicinanza permette di intercettare situazioni rischiose.
Alcuni esempi:
- una carrozzina con freni non funzionanti prima di un trasferimento;
- un letto lasciato in una posizione non sicura;
- un sollevatore con un’imbracatura danneggiata;
- un dispositivo non adeguato alla persona;
- materiale sanitario lasciato nella stanza sbagliata;
- una confezione di farmaci trovata sul comodino di un altro paziente.
Nel caso dei farmaci, l’OSS non deve intervenire autonomamente sulla terapia, ma deve segnalare immediatamente la situazione al professionista sanitario responsabile.
Cosa deve fare l’OSS quando individua un near miss?
Quando l’OSS riconosce una situazione potenzialmente pericolosa deve seguire alcuni passaggi fondamentali:
1. Proteggere la persona assistita
Se c’è un rischio immediato, deve interrompere l’azione pericolosa nei limiti delle proprie competenze.
2. Informare tempestivamente il professionista di riferimento
La comunicazione all’infermiere o agli altri professionisti coinvolti deve essere rapida e precisa.
3. Descrivere i fatti in modo oggettivo
La segnalazione deve contenere informazioni chiare:
- cosa è successo;
- dove è successo;
- quando è successo;
- chi era coinvolto;
- quale intervento ha evitato il possibile danno.
4. Seguire le procedure aziendali
Molte strutture utilizzano sistemi di incident reporting, strumenti che permettono di raccogliere e analizzare gli eventi per migliorare l’organizzazione.
Segnalare un near miss non significa cercare colpevoli.
Uno degli ostacoli più frequenti nella cultura della sicurezza è la paura della segnalazione.
Molti operatori pensano: “Non è successo nulla, quindi non serve comunicarlo”.
In realtà è proprio il contrario.
Un near miss rappresenta un’opportunità per capire:
- perché si è verificata quella situazione;
- quali procedure possono essere migliorate;
- quali controlli devono essere rafforzati;
- quali aspetti formativi devono essere potenziati.
La sicurezza non nasce dal nascondere gli errori, ma dall’imparare dagli errori evitati.
L’errore più rischioso: correggere e non segnalare.
Immaginiamo un OSS che trova una sponda del letto non correttamente posizionata, la sistema e non comunica nulla.
La situazione viene risolta, ma l’organizzazione perde un’informazione preziosa. La causa del problema rimane sconosciuta e lo stesso episodio potrebbe ripetersi in futuro con conseguenze più gravi.
Ogni near miss racconta una fragilità del sistema e può aiutare a prevenirne altre.
Il near miss nei concorsi OSS: cosa ricordare.
Nei concorsi per Operatore Socio Sanitario una domanda frequente riguarda proprio la gestione del quasi evento.
La risposta corretta deve comprendere questi elementi:
- riconoscere la situazione di rischio;
- tutelare la persona assistita;
- interrompere l’attività pericolosa se necessario;
- informare il professionista sanitario competente;
- effettuare la segnalazione secondo le procedure aziendali.
L’OSS non deve attribuire responsabilità, formulare giudizi o gestire autonomamente attività fuori dal proprio profilo professionale.
Un alleato della sicurezza.
Il near miss è un alleato della sicurezza, non un problema da nascondere.
L’OSS, grazie alla sua presenza quotidiana accanto alla persona assistita, può svolgere un ruolo decisivo nella prevenzione degli eventi avversi. Una segnalazione tempestiva permette alle organizzazioni sanitarie di correggere criticità, migliorare i percorsi assistenziali e garantire cure sempre più sicure.
Un errore evitato oggi può prevenire un danno domani. La cultura della sicurezza nasce anche dalla capacità degli operatori di osservare, comunicare e segnalare.
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