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Mentre molti scelgono mete esotiche per rilassarsi, Miriana e Mirko Barberis hanno deciso di dedicare le loro ferie ai più poveri. Dalla provincia di Cuneo a Matiri, una missione fatta di cura, solidarietà e un sogno condiviso.
Il richiamo dell’Africa: la sesta missione di Miriana
Per Miriana Barberis, 31 anni, infermiera nel reparto di Urologia all’Ospedale di Cuneo, il mese di gennaio non significa riposo, ma impegno. Per la sesta volta, la giovane di Magliano Alpi è tornata a Matiri, un villaggio sperduto nella zona semi-desertica del Meru, in Kenya.
Qui, tra la polvere e le difficoltà di una terra bellissima ma complessa, opera l’ospedale di fortuna di padre Beppe Gaido, missionario e medico che da anni rappresenta l’unica speranza per la popolazione locale.
Un sogno di famiglia: l’arrivo di Mirko
La spedizione di quest’anno, iniziata il 28 gennaio, ha però un sapore speciale. Miriana non è più sola: al suo fianco c’è il fratello Mirko, 29 anni, anche lui infermiere impegnato in una struttura sanitaria in Lombardia.
“Questo è sempre stato il suo sogno”, racconta Miriana.
Vedere i due fratelli operare insieme nei reparti maschile e femminile della clinica è l’immagine plastica di una dedizione che scorre nel DNA di famiglia. Per due settimane, i fratelli Barberis metteranno le loro competenze professionali a disposizione di chi non ha accesso alle cure minime di base.
Oltre la cura: la solidarietà concreta
L’impegno di Miriana e Mirko non si limita al lavoro tra le corsie dell’ospedale missionario. Grazie alla generosità di amici e conoscenti in Italia, i due infermieri hanno portato con sé una preziosa raccolta di donazioni in denaro.
Questi fondi saranno vitali per:
- Acquistare materiali sanitari e macchinari diagnostici.
- Garantire analisi mediche essenziali per i pazienti più poveri.
- Sostenere la struttura in una zona dove mancano spesso beni primari, come le sacche per le trasfusioni di sangue.
Una scelta controcorrente
In un mondo che corre veloce, la storia dei fratelli Barberis ci ricorda il valore del tempo donato. Utilizzare le proprie ferie invernali per prestare servizio volontario in una realtà così dura è un gesto potente, che trasforma la professione infermieristica in una vera e propria missione di vita.

