La riforma dell’assistenza sanitaria rappresenta una sfida ambiziosa e necessaria per il futuro del nostro sistema socio-sanitario. L’obiettivo, secondo la Federazione MIGEP, è ridefinire profondamente il concetto stesso di cura, inserendo figure fondamentali come l’Operatore Socio-Sanitario (OSS) e l’assistente infermiere al centro di un modello assistenziale moderno, integrato e sempre più vicino ai bisogni reali della popolazione.
Un lungo percorso verso il riconoscimento.
Strumenti legislativi come la Legge Lorenzin, la creazione dell’area sociosanitaria e il DM 73 del 2021 hanno imposto un cambio di passo, cercando di valorizzare l’OSS come figura cardine del sistema assistenziale. Tuttavia, il processo si è rivelato complesso, caratterizzato da resistenze culturali, politiche e organizzative:
- Un disinteresse marcato da parte delle organizzazioni sindacali
- La chiusura e la diffidenza di ordini professionali infermieristici storicamente egemoni
- L’apatia e il silenzio di molti OSS stessi, che hanno sofferto una mancanza di riconoscimento e identità professionale
Nonostante ciò, la battaglia culturale e politica è proseguita grazie all’impegno di realtà come la Federazione Migep e il suo Comitato scientifico, che tramite il contributo di esperti come il dottor Saverio Proia, hanno promosso un dialogo con il Ministero della Salute. L’incontro con la segreteria tecnica ministeriale del luglio 2025 rappresenta un primo ma significativo segnale di attenzione verso un settore abbandonato troppo a lungo.
Il nodo normativo e organizzativo.
Il vero cuore del problema risiede nell’assenza di un inquadramento giuridico e normativo di riferimento per l’OSS e per altre figure come le puericultrici o l’infermiere generico. Senza regole chiare e uniformi:
- Le competenze spesso restano confuse e poco valorizzate
- Le responsabilità sono lasciate all’interpretazione dei singoli enti o addirittura alle prassi locali
- La formazione risulta disomogenea e frammentaria nelle diverse regioni
Questa situazione alimenta disparità e frammentazione, con conseguenze negative sul piano contrattuale, organizzativo e soprattutto sulla qualità dell’assistenza erogata ai cittadini.
Una sanità assistenziale integrata e senza confini netti.
La domanda crescente di assistenza, specie per pazienti cronici o fragili, non può più essere affrontata incasellando rigidi limiti tra sanitario e socio-sanitario. Questi confini, spesso imposti per motivi storici o ideologici, appaiono oggi anacronistici e controproducenti.
Il futuro della sanità assistenziale deve fondarsi su:
- Team multidisciplinari integrati e riconosciuti, in cui l’OSS e l’assistente infermiere siano membri a pieno titolo
- Una riorganizzazione strutturale del lavoro, che sappia valorizzare competenze, responsabilità e professionalità di ogni figura
- Un riconoscimento giuridico, contrattuale e formativo uniforme a livello nazionale
OSS e assistente infermiere: verso un’autonomia professionale.
Oggi l’OSS è una figura indispensabile nel processo di cura quotidiano, ma opera spesso in un limbo professionale che limita la tutela e la valorizzazione del suo ruolo. Parallelamente, la figura dell’assistente infermiere, sempre più discussa a livello normativo, rappresenta un’ulteriore opportunità di innovazione, ma necessita di:
- Chiarezza nel riconoscimento giuridico
- Normative contrattuali specifiche e tutelanti
- Percorsi formativi omogenei e ufficiali
Solo così si potrà evitare che queste figure restino indefinite, marginalizzate o confuse.
Un appello per una svolta politica e culturale.
La Federazione Migep ha condotto questo lavoro di advocacy per anni, proponendo idee, studi e progetti concreti. Ora è il momento della decisione politica e della responsabilità istituzionale. Il silenzio e la procrastinazione non sono più accettabili.
Riconoscere a pieno titolo OSS e assistenti infermieri non è una forma di corporativismo, ma un dovere per garantire:
- Qualità dell’assistenza
- Continuità e prossimità nelle cure
- Risposta efficace a emergenze demografiche e sociali come l’invecchiamento e la cronicità
Verso una nuova sanità: inclusiva, integrata, umana.
L’invito è chiaro: non si tratta di una semplice distinzione formale tra “sanitario” e “socio-sanitario”, ma di una nuova alleanza tra sapere tecnico, cura relazionale e responsabilità condivisa. OSS e assistenti infermieri sono figure centrali di questa trasformazione, protagonisti di una politica sanitaria inclusiva e moderna.
Aprire la strada a una forma giuridica autonoma e riconosciuta per l’OSS, concludono dal MIGEP, significherebbe disegnare un modello innovativo di sanità, finalmente vicino ai bisogni reali dei cittadini e rispettoso delle competenze di chi, ogni giorno, lavora con impegno e dedizione.
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