da ansa belgrado --- DOTTORE chirurgo, specialista in chirurgia estetica e laser chirurgia Bojan Ciric nella salle d’operazione del ospedale privato UNA a Belgrado, operazione del chirurgia estetica del seno.
Un tavolo tecnico istituzionale per contrastare l’esercizio abusivo della professione nel settore della medicina estetica e garantire maggiore tutela ai cittadini. È questa la linea annunciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci durante il question time alla Camera.
Il ministro ha espresso parere favorevole alla proposta di istituire un organismo di confronto tra le diverse istituzioni e professionisti coinvolti, con l’obiettivo di coordinare interventi mirati contro gli abusi e promuovere una corretta informazione nei confronti dei pazienti.
“Si valuta favorevolmente la proposta di istituire un tavolo tecnico istituzionale – ha spiegato Schillaci – con l’obiettivo di raccordare le competenze dei diversi attori coinvolti per porre in essere misure finalizzate a contrastare l’esercizio abusivo della professione e a garantire una corretta informazione al cittadino”.
Medicina estetica, un fenomeno definito “serio” dal Ministero.
Secondo il Ministro della Salute, quello degli abusi nel settore della medicina estetica rappresenta un fenomeno preoccupante che richiede interventi strutturali.
“Gli abusi nel campo della medicina estetica sono un fenomeno serio”, ha sottolineato Schillaci, ricordando l’attività di vigilanza svolta dalle forze dell’ordine.
Nel primo semestre dell’anno, infatti, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute ha effettuato 777 controlli presso centri e ambulatori estetici.
“I numeri ci dicono che i controlli ci sono e funzionano – ha aggiunto il ministro – ma i controlli, da soli, non bastano”.
La prevenzione passa quindi anche attraverso una maggiore regolamentazione del settore, una chiara definizione delle competenze professionali e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini nella scelta degli operatori sanitari.
Registri provinciali e nuove regole per la chirurgia plastica estetica.
Nel suo intervento, Schillaci ha espresso condivisione per le proposte inserite nel disegno di legge A.C. 2365, recante “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie”, attualmente all’esame del Parlamento.
Le misure prevedono, tra gli altri interventi:
- l’istituzione di Registri provinciali dedicati alla medicina estetica presso gli Ordini dei medici;
- una maggiore qualificazione dei professionisti autorizzati a operare nella chirurgia plastica estetica nel settore privato;
- criteri più rigorosi basati su formazione, specializzazione ed esperienza documentata.
In particolare, secondo la proposta, potrà esercitare la chirurgia plastica estetica privata soltanto chi possiede una laurea in Medicina e una specializzazione in un’area medica, oppure chi dimostri di avere esercitato per almeno sette anni, con una casistica professionale comprovata e verificata dall’Ordine di appartenenza.
Viene quindi escluso il ricorso a semplici autocertificazioni: l’esperienza dovrà essere documentata e valutata dagli organismi professionali competenti.
La tutela del paziente al centro del nuovo percorso.
Il crescente ricorso a trattamenti estetici, dalle procedure ambulatoriali agli interventi più complessi, rende sempre più importante garantire sicurezza, appropriatezza e trasparenza.
Il Ministero punta quindi a costruire un sistema nel quale il cittadino possa riconoscere con chiarezza chi è abilitato a effettuare determinate prestazioni, evitando il rischio di affidarsi a persone prive dei necessari requisiti professionali.
La medicina estetica, infatti, non può essere considerata un semplice settore commerciale: si tratta di un ambito sanitario nel quale competenze, formazione e responsabilità professionale rappresentano elementi indispensabili per proteggere la salute delle persone.
Il nuovo tavolo tecnico potrebbe rappresentare un passo importante verso una maggiore regolamentazione del comparto e verso una lotta più efficace contro chi esercita abusivamente attività sanitarie mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
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