Emergenza: volontari ostacolano Medici e Infermieri?

Emergenza e volontari: non sempre va bene!
Emergenza e volontari: non sempre va bene!

Soccorso e volontari: manca qualità!

Uno dei problemi maggiori del sistema del soccorso sanitario sono proprio i volontari: ne è convinto un medico del Pronto Soccorso che ci scrive le ragioni per le quali da risorsa indispensabile spesso rendono vano il lavoro di medici e infermieri!

Emanuele è un medico del Servizio di Soccorso di Emergenza Medica veneto, specializzato e dipendente pubblico da oltre 20 anni. Ci ha contattati per sollevare una questione complicata della quale però è convinto al 100%: i soccorritori volontari delle associazioni troppo spesso si manifestano come elemento negativo nella catena del soccorso. Ecco la sua intervista.

Emergenza/urgenza e servizio di soccorso volontario: un binomio indissolubile ma che non sempre soddisfa le aspettative. Come argomenterebbe questa sua tesi?

La mia idea è molto semplice e nasce da oltre 20 anni di osservazione quotidiana: i soccorritori oggigiorno rappresentano una risorsa esclusivamente logistica tralasciando completamente la qualità del loro lavoro. Mi spiego. Oggi l’indiscutibile valore del soccorso volontario è racchiuso ormai solamente nell’attività di trasporto del malato incidentato dal luogo di intervento alla porta del Pronto Soccorso. Ma se questa logica poteva avere un senso nella strutturazione sanitaria degli anni ’70, con l’evolversi delle possibilità e anche delle aspettative che scientificamente e socialmente vengono riposte nel Sistema Sanitario Nazionale questa stessa logica rimane obsoleta, superata, insufficiente.

Come dire: non basta più presentare il malato alla porta del Pronto Soccorso nel più breve tempo possibile. Esistono però appunto ambulanze con infermieri e auto con medico a bordo sempre pronti all’intervento. Reputa insufficienti queste risorse già in atto?

Quel che dice è vero ma fino a un certo punto e sono due gli scenari che propongo ad esempio di questo. Il primo riguarda l’episodio di non attivazione di uno dei due mezzi da lei citati: non sempre questa mancanza di attivazione avviene per mancanza di segni e sintomi ma chiunque nel campo dell’emergenza territoriale può raccontarle di episodi nei quali non si sono interpretati bene i segni e sintomi e, sottostimandoli, non si è proceduto appunto a questa attivazione. E questo avviene nonostante l’eccellente lavoro del personale alla centrale. Il secondo scenario invece riguarda i casi di attivazione tardiva o incongrua. Ci tengo a precisare che non di rado accade inoltre che al passaggio di consegne al triage vengono riportate cose inesatte o non comunicate alla centrale. E questi episodi non avvengono esclusivamente nella mia zona di competenza perchè emerse anche dal confronto con colleghi operanti in diverse zone d’Italia.

Perchè secondo Lei esiste questo fenomeno da Lei denunciato?

Esatto, questa è una domanda fondamentale. Io ho svolto attività presso un’Associazione della mia cittadina per diversi anni ed ho smesso di partecipare proprio nel momento in cui ci siamo resi conto che la formazione era altamente insufficiente. Nel mondo sanitario di oggi non è più pensabile di attuare il semplice algoritmo da soccorritore o saper leggere quei pochi parametri per poi comunicare tutto alla centrale. La medicina non si fonda sull’esclusiva lettura di dati ma anche dell’interpretazione della situazione globale. Questo non viene insegnato anzi viene osteggiato in moltissime realtà. E si lascia al singolo soccorritore l’onere ed il rischio di formarsi quel poco in più.

La ringrazio per averci scelto come mezzo di divulgazione del Suo pensiero. Continui a seguirci!

Potrebbe interessarti...