Medico autorizza OSS a somministrare farmaci notturni, insorgono Infermieri in Veneto.

Medico autorizza OSS a somministrare farmaci notturni, insorgono Infermieri in Veneto.

Induzione all’abuso di professione e rischio danno doloso ai Pazienti di una casa di riposo.

Tachipirina e Brufen sono farmaci reperibili in qualsiasi supermercato, farmacia o parafarmacia, ma nei luoghi di cura pubblici e privati possono essere somministrati solo da personale sanitario (quindi Medici e Infermieri). Non la pensa così un medico di base che gestisce in qualità di Direttore Sanitario una nota casa di riposo nell’entroterra veneto, che ha “permesso” agli Operatori Socio Sanitari (OSS), durante il turno di notte, di somministrare terapia farmacologica in caso di bisogno per dolore o piressia.

La storia che andremo a narrare ci è stata segnalata da una collega Infermiera che ha deciso di licenziarsi e di trovare lavoro altrove in quanto incompatibile con le decisione del suddetto Medico e della Direzione aziendale. Fatte le dovute verifiche abbiamo notato che il sanitario in questione è piuttosto a digiuno rispetto al Profilo dell’Operatore Socio Sanitario e non ha afferrato l’importanza di far gestire farmacologicamente parlando dei Pazienti da personale non sanitario. Gli OSS, è risaputo, non hanno conoscenze scientifiche adeguate per gestire la terapia, eventuali reazioni allergiche, shock sistemici e via discorrendo.

Una paziente si è sentita male per shock ipovolemico da Tachipirina.

Più volte gli Infermieri della Casa di Riposo hanno segnalato il pericolo della somministrazione di farmaci da parte di personale non sanitario, ma la direzione ha fatto finora sempre finta di non sentire. Qualche settimana fa una Paziente è finita in Pronto Soccorso per shock ipovolemico dovuto a ipotensione correlata a somministrazione di Tachipirina 1000 per piressia. L’OSS le aveva somministrato il Paracetamolo per TC = 39°C senza preventivamente avvisare la Guardia Medica, unica titolata a verificare lo stato di salute dell’ospite e a somministrare eventuale terapia. L’Operatore Socio Sanitario si è fregiato del “permesso” del Medico a gestire la febbre con il suddetto farmaco. Tutto è stato tenuto nascosto e ai familiari è stato raccontato solamente di un malessere diffuso della Paziente.

La poca voglia di lavorare dei Medici della Continuità Assistenziale (ex-Guardia Medica).

Perché si è arrivati a questa situazione? Negli ultimi anni i Medici della Continuità Assistenziale, non tutti per fortuna e non in tutte le regioni, hanno poca voglia di visitare i Pazienti e tendono a “sbolognare” gli utenti ai servizi di Emergenza Urgenza. Gli OSS, soprattutto nelle strutture come questa Casa di Riposo dove di notte non ci sono sanitari (Infermieri e Medici) presenti, devono far fronte ai malanni degli ospiti (prevalentemente febbri e algie). Il più delle volte si rivolgono ai Medici della Continuità Assistenziale, che “per una Tachipirina o un Brufen” non si recano in struttura, si lamentano per l’allerta e iniziano ad insultare gli operatori dall’altra parte del telefono. Così accade che Medici “speciali” decidano contro ogni norma vigente di abilitare gli Operatori Socio Sanitari a somministrare terapia in caso di bisogno, portandoli di fratto dritti verso l’abuso di professione (di cui riferiamo in un altro servizio).

La struttura.

La struttura veneta in esame è privata ed è gestita da un’azienda controllata da una multinazionale ed ospita attualmente una cinquantina di utenti. La presenza del Medico è garantita dal lunedì al venerdì per qualche ora durante la mattina o durante il pomeriggio, mentre per 12 ore al giorno è gestita da Infermieri Liberi Professionisti.

Chi ha torto e chi ha ragione in questa vicenda.

Quando ci si trova di fronte ad episodi e a motivazioni “mediche” del genera ci si deve porre delle domande e cercare di risolvere il problema nell’interesse del Paziente, che deve rimanere al centro delle cure.

Andiamo ad analizzare gli errori dei soggetti implicati nella vicenda:

  1. Direzione Casa di Riposo (non ha ben capito la pericolosità nel lasciare somministrare la terapia agli ospiti da parte degli Operatori Socio Sanitari);
  2. Medico di struttura (non conosce o fa finta di non conoscere l’abuso di professione e abilita non sanitari a somministrare terapia in barba ad ogni norma);
  3. Operatori Socio Sanitari (in molti non capiscono l’importanza di gestire correttamente i pazienti e si infilano in guai appropriandosi delle responsabilità altrui);
  4. Infermieri (lanciano l’allarme, ma non vengono tenuti in considerazione, ma sono anche quelli che in questo caso non rischiano nulla dal punto di vista della responsabilità civile e penale);
  5. Pazienti (sono le uniche vittime di questo casino e rischiano sulla propria pelle per le incompetenze altrui);
  6. Famiglie (si trovano sballottolati tra responsabilità che non conoscono e il desiderio di veder ben curati i propri cari).

Conclusioni.

  • Il Paziente o l’Ospite in questo caso ha il diritto a ricevere le migliori cure possibile e l’assistenza dei migliori sanitari disponibili. Sulla salute non si scherza. Somministrare Tachipirina (provoca ipotensione) senza controllare preventivamente i parametri vitali e conoscere perfettamente il quadro clinico dell’Ospite può dare vita ad eventi avversi che possono costare anche la vita all’assistito; la stessa cosa vale per la somministrazione di Brufen (crea ipertensione).
  • Gli OSS rischiano l’abuso di professione e incriminazione dolosa in caso di malessere, danno permanente o decesso dell’ospite. Anche per una Tachipirina o un Brufen meglio pretendere l’arrivo in struttura della Guardia Medica, che rischiare la morte di un utente.
  • Il Medico è l’unico che in questa vicenda non rischia nulla, perché alla fine è sempre il prescrittore (“tu struttura chiedi, io eseguo”), ma non l’esecutore (che ne rispondono in proprio).
  • Gli Infermieri continuano ad essere sottovalutati e non presi in considerazione, da una parte perché il Medico pensa di essere il padrone delle vite delle persone, dall’altra perché gli OSS continuano a sentirsi frustrati da un Profilo che impone loro di occuparsi esclusivamente di igiene e di assistenza domestico-alberghiera.
  • Il Direttore di struttura è il primo che salta in questi casi in presenza di scandali o di danni agli utenti.
  • Le Famiglie hanno il diritto di sapere e di conoscere i pericoli di gestioni troppo frettolose di luoghi di cura e di permanenza assistenziale; di conseguenza hanno il diritto a denunciare eventuali abusi.

Povera Italia!

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