Medici: si al regionalismo differenziato, ma si tuteli il cittadino.

Filippo Anelli (FNOMCEO): E' ora di intervenire sulla carenza di specialisti!

Regionalismo, Anelli: “Autonomia sia strumento di uguaglianza, il Governo privilegi gli strumenti di perequazione”.

“Abbiamo seguito con estrema attenzione l’Audizione di ieri della Corte dei Conti, ascoltata in Commissione bicamerale sull’attuazione del federalismo fiscale e definizione delle Intese ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Ancora una volta viene fuori che il principio da perseguire per realizzare una buona autonomia è l’uguaglianza tra i cittadini, in qualunque Regione vivano”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta la linea tenuta ieri dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato come lo stesso articolo 116, comma 3, ‘non sembra consentire una diversa modalità di finanziamento delle materie aggiuntive né la loro sottrazione al meccanismo di perequazione interregionale previsto dalla legge nazionale”. “Considerata la rilevanza delle risorse erariali a fini perequativi per il finanziamento dei LEP, che lo Stato trasferisce dalle Regioni economicamente “più performanti” verso quelle più deboli – hanno spiegato i Magistrati contabili – una diversa ripartizione tra Stato e Regioni delle risorse fiscali prodotte nei rispettivi territori potrebbe incidere, sulla sostenibilità dei servizi pubblici in determinate aree del Paese, se rimodulasse anche i trasferimenti delle risorse perequative”.

“Abbiamo particolarmente apprezzato il richiamo al principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione – continua Anelli -, il cui effettivo rispetto, hanno detto i Magistrati, comporta che, almeno per le prestazioni essenziali, ai cittadini siano garantite su tutto il territorio nazionale pari condizioni in termini di accesso, qualità e costi. E come prestazione essenziale, pongono l’esempio di quello che definiscono il servizio più rilevante, quello relativo alla salute, che, pur essendo stati posti in essere efficaci strumenti di monitoraggio, ancora registra differenziazioni territoriali”.

“Un’autonomia vera e giusta – conclude Anelli – consiste nel mettere in moto meccanismi virtuosi che risolvano, e non aumentino, il problema delle disuguaglianze. Invitiamo il Governo, in questo percorso, a privilegiare in via prioritaria tutti quegli strumenti che rendano i cittadini uguali”.​ ​

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