I parasanitari non possono dormire, i Medici si. Infermieri offesi nella dignità professionale.

Infermiera richiamata in direzione: basta ingiurie sugli altri reparti!

In una mail la dottoressa romana E.D.C. offende la professione infermieristica. Segnalata all’OMCeO a cui è iscritta.

Riceviamo e pubblichiamo una missiva minatoria di un medico iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma. Citiamo solo le iniziali del suo nome e cognome, anche per non farle troppa pubblicità. La sua e-mail è in risposta al nostro servizio sul tema #Segnalachidorme: Medici dormono di notte nei reparti? Ecco come segnalarli. Quello che scrive rasenta il ridicolo. Gli Infermieri non sono parasanitari, ma sanitari. Peccato che la nostra interlocutrice non lo sappia o faccia finta di non saperlo.

In sostanza la dottoressa dice che è giusto che i Medici dormito di notte anche se in turno, “forse perché i medici devono  prendere  decisioni importanti… Ed un medico stanco non ha mai giovato a nessuno? poi i parasanitari devono rispondere ai campanelli e fare assistenza, il medico viene chiamato in caso di  necessità dagli infermieri! cosa deve fare se è tutto tranquillo? stare a guardare il via vai degli infermieri???? siete assurdi voi del giornale e tutti quelli che denunceranno!!!“. Abbiamo verificato che l’indirizzo e-mail appartiene alla dottoressa E.D.C., iscritta all’OMCeO di Roma.

Non ci sono parole per quello che ha scritto la collega (la punteggiatura e il costrutto grammaticale usati sono i suoi). Gli Infermieri italiani sono sanitari e professionisti da tempo immemore ormai, peccato che questo medico non se ne sia mai accorto o faccia finta di non accorgersene.

Come quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it continueremo ad occuparci dell’argomento e non saranno certamente le minacce di una dottoressa a bloccarci. Segnaleremo l’accaduto all’OMCeO capitolino, perché verifichi se la dottoressa con questo suo comportamento ha leso o meno la dignità di altri professionisti sanitari e si è tirata fuori dal Codice Deontologico dei Medici italiani.

 

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