Medici: mozione FNOMCEO rivoluziona formazione e specializzazione!

Fnomceo: medici pronti a rivoluzionare la formazione
Fnomceo: medici pronti a rivoluzionare la formazione

Formazione Medici: rivoluzione in arrivo!

Numero chiuso, percorso di formazione, specializzazione: la FNOMCEO guarda al futuro e approva una mozione rivoluzionaria in tema di formazione!

Cinque punti fermi da cui partire per costruire, insieme al Governo e al Parlamento, un rinnovamento a tutto tondo della formazione del Medico. A metterli nero su bianco sono stati i centosei presidenti degli ordini territoriali dei Medici, che, riuniti oggi in Consiglio nazionale, hanno approvato all’unanimità una Mozione, con l’intento di far fronte alla grave carenza di specialisti e di medici di medicina generale attesa per i prossimi cinque anni per via della cosiddetta ‘gobba pensionistica’, e di portare al completamento del percorso di specializzazione i quindicimila medici ancora intrappolati nell’ ‘imbuto formativo’, laureati, abilitati ma bloccati nell’attesa di poter accedere alle scuole e poi al Servizio Sanitario Nazionale.       

Ecco, di seguito, quanto il Consiglio Nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) chiede a Governo e Parlamento:

  • di tener conto che l’abolizione del numero programmato non farebbe altro che ingigantire quell’imbuto formativo tra la laurea e la formazione post-laurea che oggi vede migliaia di giovani medici intrappolati per anni in un limbo di inoccupazione;
  • di procedere ad una vera riforma del sistema, che veda la formazione diventare un unicum dall’ingresso in Medicina fino al diploma di specializzazione o al diploma di formazione in Medicina generale, che potrebbe essere anticipata da un percorso, durante gli ultimi anni delle superiori, che vada a far parte del curriculum e dia crediti per l’accesso a Medicina e veda la ristrutturazione del contenuto didattico del VI anno di corso di laurea ai fini di una evoluzione della laurea in senso abilitante;
  • di ampliare ulteriormente il numero delle borse per la Medicina generale e i contratti per la formazione specialistica;
  • di effettuare una programmazione efficace, per cui a ogni laurea corrisponda una borsa, superando l’attuale sistema di selezione in modo che tutti gli studenti che entrino nel percorso ne possano uscire con un diploma di formazione post-laurea;
  • di far sì che il titolo di medico di Medicina generale, pur nella peculiarità del corso, che deve essere triennale e che non può prescindere dal ruolo degli Ordini, sia definito una specializzazione.

“Oggi abbiamo approvato una mozione ‘storica’, con la quale si definisce come unitario il percorso formativo del Medico” ha affermato, nelle conclusioni, il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli “Possiamo prevedere alcune soluzioni ‘tampone’ alla carenza di medici ma non possiamo mai dimenticare che gli specialismi sono una grande conquista e un fiore all’occhiello del nostro Servizio Sanitario Nazionale, garanzia per ogni cittadino della qualità del sistema e delle cure”.

Nel testo integrale della mozione si leggono le seguenti considerazioni che hanno ispirato lo sviluppo di questi 5 punti:

Il tema della carenza dei medici, che sembra delinearsi nei prossimi anni, risulta drammatico per il sistema salute Italia. Così come rilevato da varie organizzazioni di categoria si tratterebbe di una perdita di 45 mila medici in cinque anni. Sui 10 anni invece, la previsione risulterebbe addirittura peggiore, con oltre 33 mila Medici di medicina generale e oltre 47 mila Medici ospedalieri in pensione per un totale di oltre 80 mila medici. Di fatto le uscite stimate per pensionamento non saranno bilanciate da nuove assunzioni, per il consistente blocco del turnover, né da un numero congruo di medici opportunamente formati sino alla specializzazione o al conseguimento del titolo di medico di medicina generale.

Se da un lato mancano i Medici specialisti e i Medici di medicina generale, dall’altro si stimano diverse migliaia di laureati in medicina che non sono riusciti ad ottenere né l’accesso ad una borsa per la specializzazione, né al corso di medicina di famiglia. Un elevato numero di giovani medici si ritrova quindi costretto a non poter proseguire l’indispensabile iter di formazione specialistica e a non poter entrare a pieno titolo nel Servizio Sanitario Nazionale e lavorare. A fronte delle migliaia di neolaureati e abilitati ogni anno, troppi non riescono a entrare nella scuola di specializzazione, non perché bocciati, ma per carenza di posti.

I giovani medici, a cui è negata la prosecuzione della formazione post-laurea, si trovano in una situazione di “limbo” fatta di sostituzioni di Medicina generale e di continuità assistenziale, che non permettono progressione di carriera e certezze nell’assunzione, dal momento che in assenza di un titolo specialistico, si è “condannati” a non partecipare ai concorsi pubblici. Moltissimi giovani medici italiani stanno fuggendo dal nostro Paese per specializzarsi all’estero e così, dato il lungo periodo di studi che faranno in altri Paesi, la maggioranza di essi non tornerà e l’Italia avrà perso un grande investimento anche economico fatto dallo Stato e dalle famiglie, oltre ad avere impoverito di energie intellettuali i cittadini, negando loro un incremento e miglioramento dell’assistenza sanitaria. Va garantita ai giovani medici la possibilità di crescere professionalmente e restare a lavorare nel proprio Paese.

 

 

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