La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 31 persone, accusate di aver utilizzato diplomi falsificati e certificazioni alterate per partecipare al maxi concorso regionale per l’assunzione di 2.445 Operatori Socio Sanitari (OSS) presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia.
L’indagine, partita dai controlli interni attivati dopo le procedure concorsuali, ha fatto emergere un vero e proprio sistema illecito, in particolare radicato nella zona del Gargano. Gli indagati avrebbero dichiarato falsamente di possedere diplomi rilasciati da enti formativi riconosciuti o presentato documentazioni contraffatte, spesso attestati della Regione Emilia-Romagna risultati essere completamente falsi o alterati. Le false dichiarazioni risalgono principalmente al biennio 2021-2022.
Ai 31 indagati sono contestati reati quali falso ideologico, truffa aggravata, uso di atti falsi, falsità materiale in atti pubblici e attestazioni mendaci relative alla partecipazione a corsi di formazione mai frequentati. Tra gli indagati vi sono cittadini residenti in diverse aree della provincia di Foggia (Foggia, San Severo, San Marco in Lamis, Apricena, San Giovanni Rotondo) e di altre regioni.
L’atto firmato dal sostituto procuratore Roberto Galli segna un passaggio preliminare in vista dell’eventuale rinvio a giudizio. Nel frattempo, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia sta procedendo al riesame delle posizioni dei candidati selezionati in base alle risultanze dell’inchiesta.
Questo caso si inserisce nel più ampio fenomeno di frodi e falsificazioni documentali legate ai titoli per OSS, già oggetto di precedenti indagini della Guardia di Finanza nel territorio, che hanno smascherato “fabbriche” di falsi diplomi. Un esempio recente riguarda anche una donna di Troia vittima di truffa, che aveva frequentato regolarmente un corso formativo ma si è vista annullare il titolo per irregolarità nella documentazione.
Il maxi concorso pubblico convocato dal 2018 dalla Regione Puglia, con scadenze successive e prove previste fino al 2025, ha rappresentato una grande opportunità per la stabilizzazione di migliaia di operatori socio-sanitari nella sanità regionale. La presenza di false certificazioni mette però a rischio non solo la correttezza delle procedure ma anche la qualità del servizio sanitario e la sicurezza dei pazienti.
Ecco l’elenco completo degli indagati:
Li trovate qui: LINK
La vicenda richiama l’attenzione sulle misure di controllo e verifica dei titoli nei concorsi pubblici e sulla necessità di garantire trasparenza e rispetto delle regole per tutelare i diritti dei candidati onesti e la sicurezza degli assistiti.
Leggi anche:
Share this content:
