Una sentenza storica riafferma un principio cardine: il congedo obbligatorio non può tradursi in una penalizzazione economica o professionale. La vittoria di un’operatrice socio-sanitaria assistita dall’avvocato Mario Soggia.
Il Caso: “non valutabile” perché in maternità.
La sezione Lavoro del Tribunale di Taranto, con una sentenza destinata a tracciare un solco profondo nel pubblico impiego, ha riconosciuto la natura discriminatoria della condotta tenuta dalla ASL Taranto nei confronti di una propria dipendente.
La vicenda riguarda un’operatrice socio-sanitaria che, dopo un periodo di interdizione anticipata e il successivo congedo obbligatorio di maternità, si è vista recapitare una scheda di valutazione della performance con la dicitura “non valutabile”. L’assenza per gravidanza, secondo l’amministrazione, rendeva impossibile quantificare l’apporto lavorativo, escludendo di fatto la donna dal premio di produttività e incidendo negativamente sulla sua retribuzione e carriera.
La battaglia legale: la maternità non è un demerito.
Assistita dall’avvocato Mario Soggia, la lavoratrice ha presentato ricorso ai sensi dell’art. 38 del Codice delle pari opportunità. La tesi difensiva è stata chiara: trasformare l’esercizio di un diritto costituzionale in un fattore penalizzante costituisce una discriminazione diretta di genere.
Il giudice Maria Leone, accogliendo integralmente il ricorso il 5 marzo 2026, ha stabilito che:
- L’astensione obbligatoria non deve comportare svantaggi economici.
- Anche in caso di assenza per l’intero anno, il datore di lavoro deve adottare criteri neutrali.
- La prestazione va ricostruita in via “figurativa”, utilizzando come parametro la media delle valutazioni ottenute dalla lavoratrice nel triennio precedente.
- Cessazione immediata del comportamento discriminatorio.
- Accertamento dell’illegittimità della valutazione “neutra”.
- Erogazione del premio di produttività, ricalcolato sulla media dei punteggi degli anni passati.
Un segnale per il settore sanitario.
La decisione assume un rilievo particolare nel contesto della sanità pubblica. La lavoratrice è iscritta alla CISL Funzione Pubblica – Settore Sanità, guidata a livello territoriale da Francesco Sardella, sigla da tempo in prima linea per la tutela delle pari opportunità.
Questa pronuncia ricorda a tutte le amministrazioni pubbliche che i sistemi premiali non possono ignorare la tutela della genitorialità, un valore sociale che l’ordinamento protegge sopra ogni logica di bilancio o di calcolo amministrativo.
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