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12 Gen 2026, Lun

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L’incidenza della Malattia o Morbo di Crohn in Italia ha registrato un allarmante aumento negli ultimi anni, superando il 500% delle diagnosi. Questo incremento esponenziale, come sottolineano il Prof. Silvio Danese e il Dr. Ferdinando D’Amico dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, è strettamente legato a fattori ambientali e abitudini di vita, in particolare al nostro modo di mangiare e all’uso eccessivo di antibiotici in età pediatrica, con un impatto significativo sulla flora intestinale.

In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), prende il via la campagna di sensibilizzazione “Più Crohnsapevoli – Per una nutrizione consapevole”. Promossa da Modulen di Nestlé Health Science, questa iniziativa si rivolge ai professionisti sanitari coinvolti nella gestione quotidiana dei pazienti con Malattia di Crohn, con l’obiettivo di sottolineare il ruolo cruciale della nutrizione nel controllo della patologia. La campagna si svilupperà durante l’anno attraverso corsi dedicati ai gastroenterologi, realizzati in collaborazione con la società scientifica IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) in diverse regioni italiane.

L’impatto rescente della Malattia di Crohn.

Il Prof. Silvio Danese evidenzia la portata dell’incremento diagnostico: “Negli ultimi anni c’è stato un incremento delle diagnosi superiore al 500%, un aumento esponenziale legato a diversi fattori, in primis al modo in cui mangiamo e all’aumento del ricorso agli antibiotici in età pediatrica che hanno un impatto fortissimo sulla flora intestinale. Altri aspetti che verosimilmente contribuiscono a questo fenomeno sono legati all’urbanizzazione crescente e all’inquinamento. Poi, naturalmente, va considerato che la comunità scientifica e clinica è oggi assai più abile nella diagnosi rispetto a un tempo”.

La nutrizione: una terapia a tutti gli effetti.

L’alimentazione non è solo un fattore potenziale nell’insorgenza della malattia, ma riveste un ruolo terapeutico fondamentale. Il Dr. Ferdinando D’Amico spiega: “La nutrizione gioca un ruolo decisivo nel trattamento della malattia di Crohn. Questo è ormai un assunto alla base della gestione dei pazienti pediatrici, ma ci sono sempre più evidenze che supportano il ruolo della nutrizione come trattamento anche nel paziente adulto. Per questo motivo a tutti i pazienti con malattia di Crohn viene fatta periodicamente e routinariamente una valutazione dell’assetto nutrizionale”.

“Più Crohnsapevoli”: informare i clinici per aiutare i Pazienti.

La campagna “Più Crohnsapevoli” mira a colmare il divario informativo tra clinici e pazienti sull’importanza della nutrizione. Il Dr. D’Amico sottolinea: “Nella pratica clinica, verificare l’aspetto nutrizionale significa anche prestare massima attenzione ai sintomi che i pazienti riferiscono, soprattutto perché in molti possono presentare stenosi, cioè restringimenti dell’intestino. In questi casi, ad esempio, è fondamentale ridurre l’apporto di fibre – e quindi di frutta, verdura, alimenti integrali – al fine di ridurre il rischio di complicanze e limitare le manifestazioni della malattia e i fenomeni di occlusione intestinale. Il ruolo della dieta nei pazienti con malattia di Crohn è quindi cruciale, al fine di avere un approccio veramente a 360 gradi e personalizzato nella presa in carico di ogni paziente”.

L’impatto psico-sociale della dieta.

Seguire un regime alimentare specifico per la Malattia di Crohn può avere un forte impatto sulla sfera psico-affettiva e sociale dei pazienti, sia adulti che pediatrici. La necessità di escludere determinati alimenti per prevenire le riacutizzazioni può generare stress, portando spesso al rifiuto della dieta consigliata e alla rinuncia a momenti di convivialità.

La dieta ad esclusione (CDED): un’arma efficace.

Per questo motivo, è fondamentale che i pazienti abbiano accesso a informazioni chiare e puntuali sul regime alimentare da seguire, fornite in primis dai professionisti sanitari di riferimento. In particolare, la dieta ad esclusione (CDED) si configura come una terapia dietetica consolidata ed efficace per gestire la malattia nel quotidiano e indurre la remissione nelle fasi acute, sia nei bambini che negli adulti. Questa strategia si basa sull’evitare gli alimenti che potrebbero alterare il microbiota e la funzionalità intestinale.

La campagna “Più Crohnsapevoli” rappresenta un passo importante per sensibilizzare i professionisti sanitari sull’importanza di integrare pienamente la nutrizione nel percorso di cura dei pazienti con Malattia di Crohn, fornendo loro gli strumenti e le conoscenze necessarie per migliorare significativamente la qualità di vita di chi convive con questa complessa patologia.

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