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Il terribile epilogo di un dramma familiare si è consumato a Gemona del Friuli, in provincia di Udine, nella notte del 25 luglio. La cronaca di questo delitto ha lasciato senza parole: Lorena Venier e la giovane compagna Mailyn Castro Monsalvo sono accusate di aver ucciso Alessandro, segandolo in tre pezzi e nascondendo i resti in un bidone dell’autorimessa, coperti di calce acquistata online. Questo tragico evento porta alla luce una realtà inquietante, un mix di paura, violenza e disperazione.

Il contesto del delitto.
La data del delitto era segnata sul calendario: sabato 26 luglio, giorno in cui Lorena Venier avrebbe trasferito definitivamente Mailyn e la loro bimba di sei mesi in Colombia. Il quadro si è fatto drammatico quando la paura di una condanna per lesioni personali ha iniziato a stringere il cerchio attorno a loro. Secondo le dichiarazioni di Lorena, Mailyn era in pericolo: “Dovevamo agire subito, o la situazione sarebbe degenerata”, ha affermato. La violenza domestica era un’abitudine in quella casa, con Alessandro che spesso sfogava la sua ira contro Mailyn, risparmiando solo la neonata.
Fronteggiando questa situazione, Mailyn ha lanciato la proposta atroce: “Dobbiamo ucciderlo prima”. Lorena, pur consapevole dei rischi di un simile piano, ha iniziato a prepararsi per il peggio, nella speranza di usare il viaggio in Colombia come scusa per la scomparsa.
La notte tragica.
Secondo la ricostruzione, quella drammatica notte è iniziata con un alterco, destato dall’ennesima lite per questioni banali. La tensione accumulata ha spinto le due donne a mettere in atto il piano. “Abbiamo narcotizzato Alessandro con un farmaco”, ha spiegato Lorena. Tuttavia, il piano non è andato come previsto. Nonostante i tentativi di soffocarlo, la donna ha descritto il momento in cui, non riuscendo a tenerlo a bada, Mailyn ha usato i lacci delle scarpe per completare l’orrendo crimine.
Conseguenze e mobilitazione sociale.
Il Gip ha convalidato l’arresto di Lorena, ordinando per lei la custodia cautelare in carcere, mentre per Mailyn, a causa delle sue condizioni psicologiche, è stata disposta la permanenza all’Icam di Venezia. La bimba, nel frattempo, è stata affidata ai Servizi sociali, scatenando una mobilitazione senza precedenti: richieste di adozione e affido sono arrivate da tutta Italia, ma fortunatamente i familiari di Mailyn sono intervenuti, pronti a prendersi cura della piccola.
Un dramma familiare.
Questo drammatico episodio mette in luce la complessità delle dinamiche familiari, in cui la violenza può scatenarsi e culminare in atti estremi. Una situazione di paura e disperazione ha spinto due donne a decidere di portare a termine un delitto atroce, con conseguenze che si ripercuoteranno su una neonata. La società è chiamata a riflettere su questi eventi tragici e a trovare modalità per prevenire la violenza domestica, affinché situazioni simili non si ripetano mai più.

