La protesta degli infermieri di Rovigo e Adria: “Troppa confusione gestionale”. Sospese le disponibilità per il lavoro extra oltre l’orario ordinario. L’Ulss 5 apre al confronto.
ROVIGO – Non si tratta di una protesta contro l’attività ordinaria, che prosegue regolarmente, ma di un segnale forte contro un sistema basato esclusivamente sulla buona volontà del personale. Gli infermieri e gli operatori dei blocchi operatori dell’Ulss 5 Polesana hanno deciso di sospendere ogni disponibilità a effettuare prestazioni aggiuntive, bloccando di fatto le sedute chirurgiche straordinarie utilizzate per l’abbattimento delle liste d’attesa.
Le motivazioni della rottura.
La decisione, formalizzata al termine delle assemblee convocate da Fp Cgil e Uil Fpl, è l’apice di una vertenza che dura da settimane. Secondo i rappresentanti sindacali, Riccardo Mantovan (Fp Cgil Rovigo) e Cristiano Pavarin (Uil Fpl Rovigo), la protesta non è dettata solo da irregolarità nei pagamenti, ma da una profonda carenza organizzativa.
“L’Ulss 5 Polesana sta perdendo il controllo del sistema che dovrebbe garantire il recupero delle liste d’attesa”, denunciano i sindacalisti. I punti critici sollevati dai lavoratori riguardano:
- Assenza di regole scritte: Mancano procedure chiare e condivise su come vengano gestite le risorse pubbliche destinate alla riduzione delle attese.
- Mancata trasparenza: Scarsa informazione formale sulle procedure applicate e rendicontazione delle attività svolte poco chiara.
- Gestione unilaterale: Il personale lamenta il mancato coinvolgimento nella programmazione delle prestazioni aggiuntive per il 2026.
Il peso del lavoro extra.
Il caso del Polesine accende i riflettori su una criticità sistemica: la dipendenza delle Aziende Sanitarie dalla disponibilità volontaria del personale per sopperire alla carenza di organici. In un contesto in cui il Servizio Sanitario Nazionale fatica a coprire i vuoti nelle piante organiche, le prestazioni extra-orario sono diventate il pilastro su cui regge la produzione chirurgica, ma i lavoratori dichiarano di aver raggiunto il limite. “I lavoratori hanno fatto la propria parte ben oltre il dovuto. Ora chiedono soltanto chiarezza, trasparenza e regole certe”, ribadiscono i sindacati.
La replica dell’azienda: porte aperte al dialogo.
Immediata la reazione della Direzione Strategica dell’Ulss 5 Polesana, da poco insediatasi. L’azienda ha diramato una nota rassicurante, confermando che l’attività sanitaria non subirà interruzioni e che il dialogo con le sigle sindacali è già in fase di riattivazione.
“La nuova Direzione Strategica è pienamente disponibile ad affrontare gli aspetti organizzativi emersi e a lavorare con il sindacato per il loro superamento, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori”, ha dichiarato l’Azienda, confermando la volontà di programmare incontri tecnici per risolvere i nodi della vertenza.
La sospensione delle disponibilità rimarrà in vigore fino alla formalizzazione di procedure chiare. Resta ora da vedere se il tavolo di confronto riuscirà a ripristinare il clima di collaborazione necessario per la gestione dei blocchi operatori.
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