Il momento di un ricovero ospedaliero, programmato o in urgenza, o la semplice visita medica ambulatoriale, in struttura pubblica o privata, rappresenta sempre un momento estremamente delicato in cui si intersecano emozioni complesse.
Queste emozioni vengono ulteriormente amplificate quando a trovarsi sono persone vittime di una barriera comunicativa quali persone straniere o sorde. Nella fattispecie delle persone sorde, di cui questo articolo ne trova il focus, vuole concentrarsi sulle emozioni che una persona affetta da ipoacusia prova oltre che fornire le strategie di gestione. Emozioni del paziente Sordo in contesto sanitario.
Quali sono le intense emozioni che una persona sorda può provare durante l’accesso? Ansia e Paura.
La mancanza di accesso diretto alle informazioni è la prima e più grande fonte di ansia. Immaginate di essere all’estero, circondato da personale che parla una lingua che non comprendete, con usi e costumi diversi dai vostri.
Come vi sentireste al suo posto? Sicuramente le domande che vi fareste sono: – saranno realmente in grado di prendersi cura di me? – riusciranno a comprendere i miei bisogni? – saranno capaci di comunicare con me? Difficoltà di comprensione .
Senza un interprete LIS o personale sanitario formato nella LIS, il paziente sordo può non capire le spiegazioni sulla diagnosi, la terapia, i farmaci o le procedure. Questo porta a una profonda sensazione di incertezza e impotenza. Paura. C’è la costante preoccupazione che i propri sintomi, il proprio dolore o le proprie esigenze non vengano compresi appieno, portando a diagnosi errate o trattamenti inappropriati. Isolamento.
La barriera comunicativa può generare un senso di profondo isolamento, come se si fosse in una bolla, incapaci di interagire significativamente con chi si prende cura di loro. Frustrazione e Rabbia. Quando la comunicazione fallisce, subentrano emozioni di frustrazione che possono sfociare in episodi di vera e propria rabbia. Ripetizioni estenuanti. La necessità di chiedere di ripetere, gesticolare o scrivere può essere estenuante e frustrante, sia per il paziente che per il personale, anche se quest’ultimo spesso non ne comprende la causa profonda. Mancanza di autonomia.
Non poter esprimere autonomamente le proprie volontà o prendere decisioni informate sulla propria salute mina il senso di autonomia e controllo. Percezione di discriminazione. A volte, il paziente può percepire la mancanza di servizi di interpretariato o di personale formato come una forma di discriminazione, rafforzando la sensazione di essere un “cittadino di serie B” in un contesto in cui la salute è un diritto fondamentale. Vergogna e Imbarazzo.
In situazioni intime o delicate, come una visita ginecologica o urologica, la difficoltà di comunicazione può generare sentimenti del genere. Difficoltà a esprimere dettagli intimi.
La necessità di spiegare sintomi o problematiche personali attraverso mezzi alternativi (scrittura, gesti rudimentali) può essere estremamente imbarazzante e inadeguata. Sensazione di dipendenza.
Essere costretti a fare affidamento su terzi (familiari non professionalmente formati o amici) per tradurre informazioni mediche personali può generare un senso di vulnerabilità e perdita della propria privacy.
Quelle appena descritte sono solo una parte delle possibili emozioni che un paziente preso a carico in un servizio assistenziale possa provare. Immaginiamo ora se gli stessi si trovino in una situazione di emergenza-urgenza, le emozioni sarebbero le stesse o maggiormente aumentate? Opportune strategie di compenso e gestione. Figure professionali opportune.
Sicuramente, qualsiasi professionista darebbe enorme valore alla comunicazione con questa tipologia di utenza ma gli stessi si ritroverebbero in difficoltà a dover interagire con pazienti in questa condizione, a questa ragione esiste una figura professionale opportunamente regolamentata: l’ interprete LIS.
Articolo 34-ter del Decreto Legge 19 Maggio 2021 (Decreto Sostegni), convertito con Legge 21 maggio 2021, n. 69 rappresenta una pietra miliare per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e della Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST) e, di conseguenza, per la formalizzazione della figura dell’interprete.
Il comma 1 stabilisce che “La Repubblica riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST)”. Questo è il punto di partenza fondamentale, che eleva LIS e LIST a lingue a tutti gli effetti, con le implicazioni che ne derivano in termini di diritti e servizi.
Il comma 2 introduce la previsione della definizione delle figure professionali dell’interprete LIS e dell’interprete LIST. La figura deputata all’interpretariato della Lingua dei Segni Italiana (LIS) è l’interprete LIS. Questo professionista è specializzato nella traduzione e interpretazione tra la lingua parlata e la LIS, sia in modalita’ simultanea che consecutiva, e facilita la comunicazione tra persone sorde e udenti. Si stabilisce che le disposizioni in materia di professioni di interprete in LIS e LIST, incluse le qualifiche richieste e i percorsi formativi.
Benché ben presente già da decenni in ogni ambito relativo all’accessibilità con questa legge l’interprete LIS trova la sua identità professionale. Con la “nomina” a professionista ufficiale, l’interprete LIS, diventa a tutti gli effetti un “collaboratore” di ogni medico e professionista sanitario nel momento in cui si trova a utilizzare le sue competenze nell’ambito sanitario pur rimanendo nelle sue competenze.
Come definito in altri articoli inerenti alla figura dell’interprete LIS: è lì per darci supporto e non per minare alla nostra professionalità (vedi art. “L’interprete LIS nell’equipe medica multidisciplinare: sinergia per il successo in assistenza” edito da da latra testata), in altre parole è lì non per competere ma per collaborare con il personale sanitario. Per erogare un’assistenza di qualità è bene fare affidamento su queste figure potendole reperire sulle piattaforme di video interpretariato online o in presenza contattando associazioni quali ANILIS – Associazione Nazionale Interpreti LIS – di cui nei suoi oltre 400 soci conta molti esperti nel campo sanitario o che hanno avuto modo di fornire assistenza a sordi in ambito ospedaliero.
L’introduzione di un interprete LIS qualificato può trasformare radicalmente l’esperienza emotiva del paziente sordo:
– Senso di sicurezza : La presenza di un interprete LIS offre un immediato senso di sicurezza e tranquillità. Il paziente sa di poter comprendere e di essere compreso.
– Maggiore controllo: Con la comunicazione facilitata, il paziente si sente più in controllo della propria situazione, potendo porre domande, esprimere dubbi e partecipare attivamente alle decisioni terapeutiche.
– Riduzione dello stress: La diminuzione delle barriere comunicative riduce significativamente lo stress e l’ansia legati all’interazione medica.
– Costruzione della fiducia: Un interprete professionale e rispettoso della privacy aiuta a costruire un rapporto di fiducia tra paziente e personale sanitario, essenziale per un percorso di cura efficace.
– Sollievo e Gratitudine: Quando la comunicazione è fluida e rispettosa, le emozioni dominanti sono il sollievo e la gratitudine.
– Riconoscimento: Il paziente si sente riconosciuto nella sua identità e nelle sue esigenze linguistiche e culturali.
– Empatia: Percepire un approccio empatico da parte del personale, facilitato dalla comunicazione, contribuisce a un’esperienza più umana e meno traumatica. L’interprete LIS è la chiave dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente sordo.
Tuttavia, occorre mostrare alcune accortezze nell’interazione professionale con l’interprete LIS, quali:
– Usare i termini corretti : è la base di ogni approccio comunicativo, vanno evitate espressioni quali “signorine che muovono le mani” , “assistenti” o “quelli della LIS” , non necessariamente sono parenti o amici dei pazienti, sono, e in quanto tale andrebbero definiti, “Professionisti” .
– Parlare con un tono di voce normale e andatura regolare : non occorre fare pause o aspettare l’interprete termini di tradurre per continuare il discorso, l’interprete è professionista in simultanea perciò seguirà il ragionamento logico rispettando la semantica e la grammatica della LIS. Rivolgersi al paziente: anche se durante la visita verrà data l’impressione di interagire con l’interprete piuttosto che con il paziente, in realtà si sta parlando con la persona sorda, occorre perciò parlare e rivolgersi direttamente a questi ultimi.
– Rispettare il ruolo e l’identità professionale : andrebbero evitate espressioni quali “dica che…” oppure “adesso deve spiegare che…”. L’interprete è lì per fungere da tramite tra il canale comunicativo verbale e visivo, evitiamo di fare domande relative al paziente o chiedere opinioni sugli stessi ma soprattutto, MAI chiedere di non tradurre qualcosa, l’interprete ha l’obbligo etico e morale di tradurre tutto quello che viene detto durante una visita medica. La formazione specifica del personale medico e sanitario.
Nonostante la centralità e la presenza della figura dell’interprete negli ambienti ospedalieri si potrebbero verificare situazioni in cui non sia facilmente o necessariamente reperibile, quali situazioni di emergenza-urgenza, orario notturno o durante tutto il periodo di degenza, in queste suddette situazioni il personale sanitario e socio-assistenziale è chiamato a dover sopperire autonomamente al soddisfacimento dei bisogni e in particolare alla comunicazione per qualsivoglia motivo.
Va resa necessaria la formazione specifica che il personale sanitario debba ricevere in ambito di sordità e della LIS. A tal proposito grazie alla collaborazione Cooperativa Sociale YANA – con ANILIS – Associazione Nazionale Interpreti LIS – sotto il coordinamento e la docenza del dott. Daniele Polignano, infermiere-interprete LIS esperto in sordità, un progetto formativo atto a fornire le nozioni teorico-pratica sulla LIS e nozioni basilari alla persona sorda dal nome: “Comunicare senza barriere”.
Il percorso posto in essere da 60 ore di formazione online sincrona si compone di modulo teorico e modulo pratico LIS con docente LIS sordo madrelingua e si pone l’obiettivo di fornire le nozioni e creare le capacità negli operatori sanitari di poter sostenere efficacemente conversazioni semplici con pazienti sordi. Il corso è aperto a tutti i professionisti ed operatori sanitari/sociosanitari, con un approccio teorico e pratico volto a fornire strumenti concreti per migliorare la comunicazione con i pazienti sordi.
YANA e ANILIS si augurano che la proposta formativa possa rendere maggiormente gradibile al personale sanitario e al tempo stesso ai pazienti sordi la comunicazione oltre che ad arricchire, nel personale medico-sanitario, le competenze e le capacità.
Dott. Daniele Polignano, Infermiere – Interprete LIS
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