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9 Mar 2026, Lun

L’Infermiere di Famiglia e Comunità: un pilastro per la Continuità Assistenziale.

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Il mondo della sanità sta attraversando una fase di evoluzione significativa, e uno dei protagonisti principali di questo cambiamento è l’infermiere di famiglia e comunità (Ifec). Questa figura professionale, sempre più scelta dai giovani infermieri, rappresenta una risposta concreta alle sfide della sanità moderna, mirando a garantire assistenza continuativa e di qualità tra i vari livelli di cura.

Recentemente, durante un workshop promosso dal Ministero della Salute, la presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Barbara Mangiacavalli, ha sottolineato l’importanza di attivare una formazione specialistica per gli infermieri. Grazie a sinergie tra Ordini provinciali e Università, è stata già proposta l’introduzione di nuove lauree magistrali in Cure Primarie e Sanità Pubblica. Questi cambiamenti sono fondamentali, soprattutto in un contesto in cui l’età media degli infermieri è di 46.5 anni e si prevede una crescente carenza di professionisti a causa del pensionamento imminente di molti.

Gli infermieri di famiglia e comunità non si limitano a rispondere alle chiamate in ospedale, ma entrano attivamente nelle case dei pazienti, affrontando situazioni variabili e, talvolta, complesse. Questo approccio consente di personalizzare le cure, rispondendo in modo più diretto alle esigenze dei pazienti e facilitando l’auto-cura. È evidente, quindi, la necessità di una preparazione specifica e mirata, che integri le competenze cliniche con la capacità di affrontare le dinamiche della vita quotidiana in ambito domestico.

Il workshop ha anche presentato le evidenze del “Modello di presa in carico delle persone fragili”, sviluppato in collaborazione tra il Ministero, l’Istituto Superiore di Sanità e altre istituzioni. Questo modello dimostra come il coinvolgimento dell’Ifec possa migliorare non solo la qualità delle cure, ma anche l’efficacia della rete assistenziale. Tuttavia, la realtà di questo modello rimane disomogenea tra le diverse regioni italiane, richiedendo interventi mirati per allineare i criteri di arruolamento e specializzazione.

La figura dell’infermiere di famiglia e comunità sta rispondendo a un bisogno crescente di assistenza personalizzata e continua. La formazione e l’adeguamento delle competenze professionali sono essenziali per garantire che questi professionisti siano pronti ad affrontare le sfide del futuro. Con l’impegno di tutti gli attori coinvolti, dalla Federazione agli Ordini provinciali e alle Università, è possibile costruire un sistema sanitario più efficace e in grado di rispondere alle necessità della popolazione.

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