BARI– Nei corridoi affollati del Policlinico di Bari e tra le stanze delicate dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, si respira ogni giorno dedizione e professionalità. Dietro le mascherine e le divise c’è un esercito silenzioso che garantisce il diritto alla salute dei cittadini: sono gli infermieri e gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) con contratto a tempo determinato. Professionisti che, nonostante l’incertezza sul proprio futuro lavorativo, continuano a fornire un contributo inestimabile, rivelandosi non una semplice forza lavoro aggiuntiva per coprire i buchi d’organico, ma il vero e proprio motore dei reparti.
Un elogio al sacrificio, all’umanità e alla competenza.
Il lavoro di questi professionisti va ben oltre il mansionario. In un contesto spesso caratterizzato da ritmi pressanti e urgenze continue, gli infermieri e gli OSS precari stanno garantendo un supporto vitale:
- Continuità e sicurezza: coprono i turni, affiancano i colleghi storici e non fanno mai mancare l’assistenza necessaria, permettendo alla complessa macchina ospedaliera barese di non fermarsi mai.
- Eccellenza clinica ed empatia: che si tratti di assistere un paziente fragile in un reparto ad alta intensità del Policlinico o di strappare un sorriso rassicurante a un bambino ricoverato al Giovanni XXIII, il loro approccio umano fa la differenza nel delicato percorso di cura.
- Flessibilità: hanno portato energia nuova nelle corsie, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento e uno spirito di abnegazione che merita il più profondo e sincero elogio da parte di tutta la comunità.
A loro va il ringraziamento di chi, da paziente o familiare, ha trovato in questi mesi mani esperte e sguardi rassicuranti.
La stabilizzazione non è un premio, ma un diritto e una necessità.
Tuttavia, gli elogi e la gratitudine, da soli, non bastano più. L’impegno encomiabile di questi lavoratori si scontra quotidianamente con la precarietà. È il momento di trasformare le “pacche sulle spalle” in atti concreti.
Il quadro normativo attuale offre un’opportunità d’oro che le istituzioni non possono lasciarsi sfuggire. Grazie alle disposizioni contenute nel recente Decreto Milleproroghe, è tracciata una via chiara: la proroga dei termini permette la stabilizzazione del personale sanitario che maturerà i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2026. Questa non è solo una clausola burocratica, ma un potente strumento di giustizia sociale e di salvaguardia della sanità pubblica.
Un appello alle Istituzioni e alle Direzioni Generali.
Alla luce di questa importante finestra legislativa, si rende necessaria un’azione tempestiva e coraggiosa da parte di chi detiene le leve decisionali — dai vertici della Regione Puglia alle Direzioni Generali del Policlinico e del Pediatrico:
- Non disperdere le competenze: lasciar andare professionisti ormai formati, che conoscono perfettamente le dinamiche dei reparti e le esigenze del territorio, rappresenterebbe un danno incalcolabile per il Sistema Sanitario Regionale. È un capitale umano su cui l’azienda ha già investito e che deve essere trattenuto.
- Restituire dignità al lavoro: vivere con la scadenza del contratto crea ansia e insicurezza. Offrire stabilità significa riconoscere la dignità a chi ha scelto di dedicare la propria vita alla cura degli altri.
- Costruire la sanità del domani: stabilizzare infermieri e OSS significa investire nella qualità dell’assistenza, garantendo standard elevati a lungo termine per tutti i cittadini.
Infermieri e OSS a tempo determinato del Policlinico e del Giovanni XXIII hanno già dimostrato, nei fatti, di essere professionisti insostituibili. Ora spetta alla politica e all’amministrazione sanitaria fare la propria parte. Il traguardo del 31 dicembre 2026 è un faro: lavoriamo da subito affinché questi eroi quotidiani possano finalmente chiamare “casa” le corsie in cui spendono le loro migliori energie.
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