Libera professione: siate coraggiosi, il futuro è nostro!

Libera professione, siate coraggiosi!
Libera professione, siate coraggiosi!

La voglia di farcela

L’appello ai liberi e ai forti era un’esortazione di Don Sturzo a tutti quelli che, senza né pregiudizi né preconcetti, cooperano per la difesa di un ideale. Prosaicamente allo stesso modo mi rivolgo a tutti i colleghi nella libera professione. Siate coraggiosi.

Quando alla fine del vostro lavoro dovete comunicare l’importo tenete presente che non è un rapporto di forza tra voi e il vostro paziente. È un meccanismo complesso di mercato e noi, ogni giorno, siamo responsabili, oltre che dell’assistenza anche del valore che diamo a essa. Il nostro prezzo. Quel numero che quantifica quanto vale quello che facciamo. L’asticella sopra la quale si può garantire la maggior qualità della prestazione. Chi abbassa questo limite danneggia tutti i colleghi, l’idea dell’importanza della salute e soprattutto sé stesso.

Diamo dignità a quello che facciamo.

L’utenza deve ritornare a considerare la salute come bene primario e ineludibile per il proprio benessere. Il cittadino, che usufruisce del SSN, quando viene da voi ha un bisogno preciso di professionalità che va oltre il garantito dallo Stato. Voi pagate l’idraulico che vieni nel vostro ambulatorio o chi vi mette in sicurezza l’impianto elettrico? Le persone che usufruiscono del vostro tempo e della vostra conoscenza perché non dovrebbero aspettarsi lo stesso trattamento? E se rivolgete lo sguardo ad aziende, ancora di più, facciamoci valere.

Ogni lavoro è degno e mi piacerebbe che tutte le professioni siano retribuite dignitosamente tuttavia per la limitatezza umana di tempo e risorse dobbiamo, rispettando i cittadini e le altre professioni, combattere affinché la nostra sia riconosciuta come utile al raggiungimento del benessere. Noi liberi professionisti spesso agiamo a compensare le falle, inevitabili, del nostro SSN, che resta uno dei migliori al mondo, pur con qualche problema organizzativo e di fondi stanziati.

Combattere non vuol dire, però, entrare in competizione. Il nostro obbiettivo non deve essere il guadagnare più del vicino o il confrontarsi con il pubblico servizio bensì offrire un servizio di qualità per un compenso il più adeguato possibile, per tutelare la dignità di tutti i professionisti e la qualità dello stato di salute della popolazione. Uniamoci quindi, senza divisioni di sorta, noi tutti, infermieri coraggiosi e liberi.

Potrebbe interessarti...