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La lettera di Ernesto, ex-Infermiere Libero Professionista, riapre la discussione sulla esosità dei contributi previdenziali da versare all’Enpapi: “4 mila euro si sono trasformati in 20 mila e tutto per un errore del commercialista; io non pago”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

ho ricevuto qualche tempo fa una PEC dove un legale dell’ENPAPI mi intimava di pagare circa 20.000 euro a fronte di 4.000 euro non versati. Non ho mai risposto a quella mail e finora non mi è accaduto nulla.

Già sento che prima o poi mi arriverà una nuova intimazione di pagamento e che sarà molto più pesante di quella precedente.

I 4000 euro non li ho mai versati, è vero, ma non certo per colpa mia. Ho versato al mio Commercialista quesi soldi, ma questi non li ha trasmessi alla Cassa previdenziale degli Infermieri Liberi Professionisti.

Io purtroppo ho scoperto tutto quando era ormai troppo tardi e quando già la prima intimazione a pagare mi era già soggiunta.

Ora che devo fare? Possibile che a fronte di contributi per 4000 euro ne devo versare ben 16.000 in più? Mi sembra una vera e propria truffa legalizzata.

Io ho tre figli e preferisco quei soldi darli ai miei pargoli.

Credo che nella mia situazione si trovano molti colleghi e che anche loro non pagheranno. Tanto cosa ci possono fare? Non ci daranno questa parte delle spettanze pensionistiche e basta.

Grazie per la pubblicazione di questo mio sfogo e buon lavoro.

Ernesto, ex-Infermiere Libero Professionista

PS = Da anni sono dipendente pubblico e non lavoro più con partita IVA. Ero spensierato, finalmente il posto pubblico, poi la mannaia inaspettata e la richiesta di pagamenti che pensavo aver già versato. Ho denunciato il commercialista, che a sua volta mi ha contro-querelato perché quei soldi glieli ho versati, a suo dire, per le sue spettanze di Legge. Invece erano proprio per pagare l’Enpapi.

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