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Enpapi: il futuro degli Infermieri con P.IVA rischia di essere vicino al passato?

Enpapi: il futuro degli Infermieri con P.IVA rischia di essere vicino al passato?
Il dopo Mario Schiavon riparte dalla continuità con il passato. Due le liste che si confronteranno, uno chiede la discontinuità.

Enpapi: il nuovo consiglio sarà davvero un passo nel futuro?

Enpapi cambia verso, lo schieramento contrapposto alla gestione Schiavon dell’Ente lancia l’allarme: troppe forzature e stato confusionale. Il rischio è di un nuovo consiglio con gli stessi contenuti, uomini e donne della passata gestione. AssoCareNews.it riceve una lunga e dettagliata missiva della cosiddetta “opposizione” al governo attuale dell’Ente. Il nuovo presidente, chiunque sarà, dovrà rilanciare l’immagine della cassa previdenziale soprattutto dopo gli eventi di cronaca e gli arresti della scorse settimane. Tra le prerogative della nuova gestione la pacificazione con la base degli Infermieri Liberi Professionisti, già vessati da paghe da fame, mancati riconoscimenti dei diritti minimi dei lavoratori e vero e proprio sfruttamento professionale.

Intanto sono stati resi noti i candidati per gli organi collegiali da parte della lista vicina all’ex presidente Mario Schiavon, “Continuità con Trasparenza i 5 candidati titolari al CdA sono tutti provenienti dal consiglio di indirizzo uscente dell’ultima gestione.

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Gentilissima redazione di AssoCareNews.it,

è notizia di questi giorni che l’assemblea dei delegati di ENPAPI, deputata ad eleggere i nuovi organi collegiali, sarà per la seconda volta anticipata, questa volta addirittura al 26 marzo. L’impressione è che, come nel film “Ritorno al futuro”, viaggiando a questa velocità ENPAPI, invece di andare nel futuro, finirà inevitabilmente e irrimediabilmente nel passato.

D’altronde va sottolineato che si tratta “solo” dell’ennesima forzatura operata da dei vertici di une ente in palese stato confusionale e, soprattutto, nel segno della “Continuità con trasparenza” o dell’ormai a tutti tristemente noto “Buon governo di ENPAPI”.

Si è partiti a dicembre 2018, mese in cui nonostante le preoccupanti notizie riguardanti le indagini in corso nei confronti di Schiavon (insieme al direttore generale Marco Bernardini e al dg vicario Luca Di Fazio), non è stato operato nessun congelamento della data delle elezioni, che infatti si sono svolte come nulla fosse il 7-8-9 di gennaio. Motivi? “Il Nostro Ente è solido e trasparente (tutti i documenti sono pubblicati), continuerà ad esserlo nel solco tracciato del Nostro Presidente” e, “I problemi non si rimandano ma si affrontano con onestà intellettuale” come recita la risposta della vicepresidente Giovanna Bertoglio ad una lettera, inviata da tre iscritti di Brescia (due dei quali hanno deciso, a seguito di queste risposte, di fondare la lista alternativa “ENPAPI: un nuovo inizio”) che chiedevano, a tutela di tutti (anche di coloro che in questo periodo si stanno esibendo in interessanti acrobazie per difendere questa amministrazione), di rimandare delle elezioni che non potevano certo tenersi in un clima sereno.

Questa dirigenza è invece andata avanti arroccata sulle sue posizioni e le elezioni infatti sono state presiedute da un presidente che, in prima battuta è stato indagato per reati non di poco conto come la corruzione e l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza e che successivamente è stato addirittura arrestato (sempre per corruzione). Nonostante questi due pesantissimi passaggi giudiziari, Schiavon ha dato le dimissioni solo pochi giorni fa (il 13 marzo) nel silenzio dell’ente (evidentemente per chi propugna la “trasparenza” gli iscritti non hanno nessun diritto di sapere chi ha la responsabilità di garantire loro una pensione). In questo momento quindi ENPAPI non solo non ha un presidente, ma nemmeno i propri organi di governo che, da statuto, hanno esaurito il proprio mandato, pensate un po’, proprio il 13 marzo. Combinazioni? Data simbolica? Approfondiremo.

Ma passiamo ad un’altra forzatura: nei giorni scorsi i componenti del consiglio di indirizzo generale, sono caldamente invitati a firmare un documento con il quale si impegnavano a rinunciare ai tempi previsti dallo statuto per la valutazione del bilancio; com’è possibile che la segreteria di presidenza (o la vicepresidente Bertoglio?) non si renda conto della totale inopportunità di questa richiesta, in un momento in cui i conti dell’ENPAPI vengono passati ai raggi x dalla magistratura?

Al netto delle vicende giudiziarie, sulle quali ovviamente non possiamo influire, e di una gestione tutt’altro che lineare e trasparente (contro la quale invece stiamo e continueremo a lavorare), l’ente continua a funzionare malissimo. Basta dare un’occhiata al gruppo facebook “Infermieri liberi professionisti stanchi di ENPAPI” o, addirittura, alla stessa pagina ufficiale dell’ente per rendersi conto che, i problemi che parecchi di noi hanno raccolto in questi anni sul territorio, hanno proporzioni ancora più estese. Parliamo infatti di: risposte a quesiti che, quando arrivano, richiedono tempi irragionevoli, sussidi che non arrivano, errori nei calcoli della contribuzione dovuta e, soprattutto, tanta, o meglio, troppa mancanza di informazione!

Con gli strumenti tecnologici disponibili, questo ultimo punto è francamente inaccettabile.

In conclusione e, alla luce di tutte queste criticità, qual è tutt’oggi l’atteggiamento di ENPAPI?

Chiusura, totale assenza di autocritica (nessuno che abbia ancora rassegnato le dimissioni per non aver vigilato sulle questioni al vaglio della magistratura o sui disservizi) e prosecuzione su una linea di gestione dell’ente che, anche se fosse davvero avallata dalla Direzione Generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro (faremo accesso agli atti per verificare, in tal caso la politica dovrà approfondire), resta un’irresponsabile corsa verso quattro anni di inaccettabile continuità con un passato che, con il nostro impegno, faremo di tutto per lasciarci alle spalle.

I componenti della Lista “ENPAPI CAMBIA VERSO

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Carissimi colleghi,

come redazione di AssoCareNews.it non entriamo nel merito della missiva, ma siamo qui a dirvi che le cose devono cambiare e al di là se sarete o meno in maggioranza o in minoranza occorre lavorare per pacificare gli animi e ridare dignità ad un Ente dalla storia gloriosa. La prima cosa da fare è bloccare i pagamenti coattivi e vessatori nei confronti di chi, per vari motivi, non ha potuto versare i contributi all’Ente, perché magari inconsapevoli o peggio sottopagati fino alla fame e impossibilitati a versare le gabelle pensionistiche all’ENPAPI. Oggi il il recupero crediti è affidato a legali che hanno tutto l’interesse a farsi pagare per il servizio offerto e che quindi non hanno alcuna intenzione di venire incontro agli iscritti che vengono invitati addirittura a fare dei prestiti in banca per pagare in 10 anni cifre spropositate. Questo è un punto da cui si dovrà necessariamente ripartire e che come quotidiano sanitario nazionale tratteremo ampiamente nei prossimi giorni. Il presidente che deciderà di ascoltare la base sarà il presidente di tutti, chi deciderà sulla linea della “persecuzione” avrà storia breve come storia breve ha avuto storicamente chi non ha ascoltato il popolo sovrano. Per il resto non possiamo che augurare a tutti, vincenti e perdenti, di fare il bere degli Infermieri Liberi Professionisti e della Professione più bella del mondo.

La Redazione di AssoCareNews.it

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