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Nel 2023, il Governo italiano ha introdotto il cosiddetto “Decreto Bollette” (DL 34/2023), che ha rappresentato una svolta significativa per gli infermieri, fisioterapisti e altri professionisti sanitari impiegati nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
La norma ha infatti concesso una deroga temporanea al vincolo di esclusività, permettendo a questi lavoratori di svolgere attività libero professionale fuori dall’orario di servizio fino al 31 dicembre 2025.
Questa deroga ha dato un reale impulso alla libera professione nel settore sanitario: molti infermieri hanno aperto partita IVA, investendo nella libera professione e offrendo prestazioni in Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e case famiglia.
Allo stesso modo, numerosi fisioterapisti hanno aperto studi privati, ampliando la loro attività professionale.
Questo orizzonte temporale ha permesso a tanti professionisti di crescere economicamente e professionalmente, creando nuove opportunità e rafforzando la propria autonomia lavorativa.
Tuttavia, con l’avvicinarsi della scadenza del 31 dicembre 2025, la situazione si fa critica.
Ad oggi non sono infatti arrivate risposte ufficiali da parte del Ministero della Salute o da altri organi governativi circa la possibilità di prorogare o meno tale deroga.
Un vuoto di comunicazione che genera grande preoccupazione tra gli operatori sanitari coinvolti, molti dei quali hanno investito risorse e tempo considerevoli nella propria attività libero professionale.
La domanda principale è chiara: cosa succederà dopo il 31 dicembre 2025? I professionisti potranno continuare a operare liberamente nelle strutture private e in regime di libera professione oppure saranno costretti a chiudere le loro attività collaterali?
Il timore diffuso è che senza un intervento tempestivo e una chiara posizione ufficiale si possa creare una situazione di instabilità, con ripercussioni negative non solo per i lavoratori ma anche per il sistema sanitario stesso, che ha tratto beneficio da questa possibilità di maggiore flessibilità.Attualmente, alcune fonti indicano discussioni in corso per una possibile proroga della deroga fino al 2027, ma si tratta solo di ipotesi non ancora confermate.
Nel frattempo, la mancanza di una norma definitiva costringe molti professionisti a vivere nell’incertezza, con la necessità di ricevere quanto prima una comunicazione ufficiale da parte delle istituzioni competenti.
L’importanza di una regolamentazione chiara è fondamentale, non solo per tutelare i diritti dei professionisti ma anche per garantire livelli di sicurezza e qualità delle prestazioni erogate nella libera professione.
La domanda di risposte ufficiali è quindi più che legittima, e le aspettative sono alte affinché il Governo Meloni si pronunci rapidamente su questo tema cruciale.In conclusione, il futuro della libera professione per infermieri, fisioterapisti e altri operatori sanitari rimane appeso a un filo, in attesa di norme e indicazioni precise.
La speranza è quella di vedere riconosciuto e consolidato un percorso che valorizzi il lavoro autonomo nel settore sanitario, mantenendo equilibrio tra servizio pubblico e iniziativa privata, nell’interesse di tutti.

