Egregio Direttore,
Le scrivo a distanza di tempo, in primis per augurare a Lei e ai Suoi collaboratori un sereno Natale. Colgo l’occasione per condividere una riflessione dedicata a tutti gli Operatori Socio Sanitari (OSS) che si apprestano a partecipare al concorso unico regionale di Foggia.
In questi mesi ho avuto l’onore di conoscere tanti colleghi pugliesi. È stata un’importante occasione di confronto, utile anche per misurare il “termometro” della situazione nelle realtà sanitarie, sia pubbliche che private. Dietro ogni collega c’è un vissuto, una speranza, un sogno; a volte ho avuto il privilegio di ascoltare storie che custodisco con cura nel cuore.
Grazie a una community nata su WhatsApp, abbiamo dato vita a uno spazio di solidarietà totalmente gratuito. Supportare i colleghi — molti dei quali al primo concorso e spesso disorientati tra labirinti burocratici e fake news — mi ha confermato che l’altruismo arricchisce chi dona molto più di chi riceve
Spesso mi è stato chiesto perché non aspirassi a un ruolo amministrativo. La mia risposta è semplice: non fa per me stare dietro una scrivania. Amo il mio lavoro; mancherebbe una parte di me se non fossi più un OSS.
Ai colleghi dico: siate fieri di ciò che siete. Noi abbiamo l’onore di restare accanto al paziente nei suoi momenti più delicati. Spesso siamo l’ultimo volto che incrociano in questa vita terrena: mi piace pensare che ogni persona assistita fino al termine diventi poi un nostro angelo custode.
A chi parteciperà al concorso di Foggia auguro impegno e convinzione. Il nostro cammino prosegue insieme nella nostra community. A tutti voi, e a Lei Direttore, i miei più sentiti auguri di Buon Natale.
Un abbraccio, Gianfranco, uno di voi
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