Si è concluso con grande partecipazione l’evento formativo dedicato a una delle sfide più complesse per la sanità di prossimità: la gestione delle lesioni da pressione nell’assistenza territoriale. L’incontro, svoltosi il 9 maggio 2026 presso la Sala Conferenze dell’OPI di Foggia, ha riunito professionisti ed esperti per fare il punto su prevenzione, gestione ed educazione del paziente e del caregiver.
I lavori sono stati aperti da un saluto video di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale Ordini Delle Professioni Infermieristiche.
Un approccio multidisciplinare.
Sotto la responsabilità scientifica del Dott. Michele Del Gaudio, i lavori hanno analizzato il fenomeno delle lesioni da pressione non solo come problema clinico, ma come nodo centrale della presa in carico domiciliare.
L’evento ha visto l’alternarsi di relatori di alto profilo che hanno offerto una visione a 360 gradi:
- Salvatore Rignanese ha aperto la giornata con un inquadramento clinico rigoroso e, nel pomeriggio, ha approfondito il tema delle medicazioni avanzate, focalizzandosi sul corretto utilizzo e sulla prescrivibilità.
- Gianfranco Tino ha illustrato gli interventi infermieristici basati sulle evidenze, introducendo i concetti fondamentali di wound hygiene e wound assessment.
- Serena Filoni ha invece portato il punto di vista fisiatrico, sottolineando l’importanza di un approccio clinico integrato nella gestione del paziente fragile.
Il ruolo chiave dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC).

Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Ylenia Basta, che ha messo in luce il ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). È emerso con chiarezza come l’educazione sanitaria rivolta al caregiver sia ormai uno strumento essenziale per garantire la continuità assistenziale e ridurre drasticamente le complicanze legate all’immobilizzazione a domicilio.

Oltre la prestazione: la gestione della fragilità.
Durante il dibattito è stato ricordato come, nel contesto delle cronicità e della non autosufficienza, il monitoraggio continuo del rischio sia una competenza infermieristica esclusiva e vitale. Il corso ha confermato che la prevenzione precoce non è solo un atto tecnico, ma un processo educativo che trasforma la casa del paziente in un luogo di cura sicuro ed efficace.
L’evento, che ha rilasciato 5 crediti ECM, si è chiuso con un vivace confronto tra i partecipanti e gli esperti, confermando l’impegno dell’OPI Foggia nell’aggiornamento costante basato sulle più recenti evidenze scientifiche.
Articolo redatto per AssoCareNews.it
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