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8 Mar 2026, Dom

Lecce, shock al “Vito Fazzi”: falsa diagnosi di tumore per estorcere denaro. Licenziato infermiere.

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​Una vicenda inquietante scuote l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Un infermiere del reparto di Chirurgia plastica è stato indagato e licenziato con l’accusa di aver comunicato a un paziente una falsa diagnosi di melanoma al solo scopo di estorcergli denaro per visite e cure inesistenti.

​Il meccanismo del raggiro: dallo shock all’estorsione.

​La vicenda ha avuto inizio il 25 agosto 2025, quando un paziente si è sottoposto a un intervento in day service per la rimozione di una sospetta neoformazione di tessuto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti:

  • ​L’infermiere avrebbe riferito oralmente al paziente che l’esame istologico aveva rivelato un melanoma cutaneo al 99%.
  • ​Sfruttando lo stato di shock dell’uomo, l’operatore avrebbe richiesto 75 euro per presunti accertamenti diagnostici urgenti.
  • ​Dopo aver ricevuto il denaro, l’infermiere sarebbe sparito, rinviando continuamente i successivi appuntamenti.

​L’inganno è emerso il 18 settembre, quando il paziente, insospettito, è tornato in ospedale scoprendo che non solo l’infermiere non si vedeva da tempo, ma che l’esame istologico era in realtà negativo: nessun tumore e nessuna urgenza.

​Le indagini dei NAS: spunta un sistema di furti.

​La denuncia presentata ai carabinieri ha dato il via a un’indagine più ampia condotta dai NAS. Le perquisizioni effettuate nell’auto e nell’abitazione dell’indagato hanno portato alla luce un ingente quantitativo di materiale sanitario sottratto alla struttura pubblica:

  • 78 flaconi di disinfettante;
  • 4.510 garze idrofile;
  • 127 tubetti di pomata antibiotica.

​Il licenziamento e le accuse.

​L’Asl di Lecce, a seguito di una verifica interna, ha deliberato il licenziamento senza preavviso del dipendente. L’azienda ha definito la condotta dell’infermiere come una “gravissima violazione” dei principi deontologici e umani, capace di scuotere profondamente la fiducia nel servizio sanitario.

​Attualmente l’uomo è accusato di truffa e peculato. Gli inquirenti stanno analizzando il suo cellulare per verificare se quello denunciato sia un caso isolato o se vi siano altre vittime coinvolte in questo sistema.

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