Lun. Lug 22nd, 2024
oss si uccide stress infermiere stanco stanchi burnout

Il lavoro straordinario nella sanità pubblica è regolato da norme precise che ne disciplinano l’esecuzione e la retribuzione. La normativa di riferimento principale è l’art. 5 del Decreto Legislativo n. 66 del 2003, che delega alla contrattazione collettiva il compito di regolamentare le modalità di lavoro straordinario, entro i limiti stabiliti dall’art. 4 dello stesso decreto.

Normativa e Contrattazione Collettiva

Secondo l’art. 5 del Decreto Legislativo n. 66 del 2003, il lavoro straordinario può essere svolto solo in casi specifici:

  • Esigenze tecnico-produttive eccezionali: quando non è possibile far fronte alla domanda attraverso nuove assunzioni.
  • Forza maggiore: situazioni che, se non affrontate, possono causare pericoli gravi e immediati o danni a persone o produzione.
  • Eventi particolari: come fiere, mostre, e manifestazioni collegate all’attività produttiva.

In assenza di contrattazione collettiva specifica, il lavoro straordinario può essere effettuato solo previo accordo con il lavoratore e non deve superare le 250 ore annuali.

Compensazione e Riposi Compensativi

Il lavoro straordinario deve essere retribuito con maggiorazioni previste dai contratti collettivi di lavoro. Alternativamente, possono essere previsti riposi compensativi. Le maggiorazioni standard per il lavoro straordinario nella sanità pubblica, come indicato dall’art. 31 del nuovo CCNL Comparto Sanità, sono:

  • 15% per lavoro straordinario diurno.
  • 30% per lavoro straordinario nei giorni festivi o notturni (dalle 22 alle 6).
  • 50% per lavoro straordinario notturno festivo.

Autorizzazione del Lavoro Straordinario

Il lavoro straordinario deve essere espressamente autorizzato da un dirigente o responsabile dell’ente sanitario, basato su esigenze organizzative specifiche. Questo è fondamentale per rispettare i principi di legalità, imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’art. 97 della Costituzione italiana. Senza un’autorizzazione preventiva, il dipendente non ha diritto alla retribuzione per le ore straordinarie svolte.

Sentenze e Interpretazioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2737 del 2016, ha stabilito che il compenso per il lavoro straordinario nel settore pubblico è dovuto solo se c’è una preventiva autorizzazione formale. La mera controfirma sui prospetti riepilogativi dello straordinario non costituisce sufficiente autorizzazione.

Conclusioni

Il lavoro straordinario nella sanità pubblica è un tema complesso, regolato da leggi specifiche e contrattazioni collettive. È essenziale ottenere una preventiva autorizzazione formale per garantire la retribuzione delle ore straordinarie. Il rispetto di queste normative è cruciale per la trasparenza e l’efficienza del servizio sanitario pubblico.

Seguici anche su:

  • Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
  • Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
  • Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
  • Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) – LINK
  • Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
  • Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
  • Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
  • Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
  • Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
  • Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK

Per contatti:

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *