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Il personale infermieristico del Servizio Sanitario Nazionale sta affrontando una nuova difficoltà derivante dall’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate sugli straordinari, che rischia di complicare ulteriormente la loro già complessa realtà lavorativa.
La risposta n. 272/E e l’esclusione dal beneficio fiscale.
La recente risposta n. 272/E del 27 ottobre 2025, emessa dall’Agenzia delle Entrate in seguito a un interpello da parte di una azienda sanitaria piemontese, ha escluso dal beneficio fiscale previsto dall’art. 1, comma 354, della legge n. 207/2024 le ore di straordinario svolte in due particolari situazioni: lo straordinario prestato su chiamata dalla pronta disponibilità e quello svolto durante le attività elettorali.
Una lettura restrittiva del contratto sanitario.
L’Agenzia ha adottato un’interpretazione molto stringente, basando il rigore sulla natura di norme agevolative che devono essere interpretate in modo restrittivo. Tuttavia, questa lettura appare eccessiva, soprattutto perché la normativa contrattuale di riferimento, in particolare l’art. 47 del CCNL Comparto Sanità, non distingue tra diverse tipologie di lavoro straordinario. Anzi, il contratto considera come lavoro straordinario anche quello prestato su chiamata durante la pronta disponibilità, rinviando alla disciplina unica degli straordinari.
Controversie sullo straordinario “elettorale”.
Ancora più controversa è la decisione di escludere dallo sgravio fiscale gli straordinari effettuati per garantire il diritto di voto ai degenti durante le consultazioni elettorali. Tale attività, pur essendo straordinaria e imprevedibile, non è mai stata distinta nel contratto come una categoria diversa di lavoro straordinario.
La distinzione tra straordinario “ordinario” e “straordinario” elettorale proposta dall’Agenzia è considerata da molti come un ossimoro, e inattesa nel contesto normativo.
Impatti per gli infermieri e il personale sanitario.
Questa interpretazione limitativa rischia di penalizzare ulteriormente i professionisti della sanità, costretti a turni intensi e a garantire servizi essenziali anche in condizioni di emergenza o eventi speciali, senza poter usufruire di un beneficio fiscale che invece dovrebbe riconoscere il loro impegno straordinario.

