La chiusura temporanea del presidio di Battipaglia per verifica strutturale, non può tradursi semplicemente nello spostamento dei pazienti verso Eboli, Roccadaspide e altri presidi ospedalieri dell’ASL.
Spostare i pazienti non significa risolvere il problema: significa trasferire la pressione da una struttura all’altra, mettendo ulteriormente sotto stress presidi che già oggi lavorano in condizioni di forte difficoltà.
È necessario invece rafforzare contemporaneamente ospedali e territorio.
Per questo chiediamo alla Regione Campania e all’ASL Salerno di predisporre un piano straordinario che preveda:
- la piena attivazione delle Case della Comunità;
- la piena operatività degli Ospedali di Comunità;
- il potenziamento dell’assistenza domiciliare;
- una nuova strategia per l’abbattimento delle liste d’attesa;
- l’estensione dell’attività ambulatoriale nelle ore pomeridiane e, dove possibile, serali;
- l’apertura programmata degli ambulatori anche nei fine settimana e nei giorni festivi;
- una verifica dell’effettivo risultato prodotto dalle risorse già investite per le liste d’attesa;
- una programmazione delle risorse basata non soltanto sulla spesa, ma sui risultati concreti ottenuti per i cittadini;
- un coordinamento reale tra ospedale, territorio, professionisti sanitari e servizi sociali.
Non bisogna sprecare neppure un euro della sanità pubblica.
Ogni risorsa deve tradursi in un servizio, in una prestazione, in una risposta più veloce e, soprattutto, in un diritto garantito al cittadino.
Se una misura finanziata per ridurre le liste d’attesa non produce il risultato atteso, non bisogna continuare semplicemente a rifinanziarla: bisogna cambiarla, correggerla o sostituirla.
La sanità pubblica non può permettersi di spendere senza misurare i risultati.
La vera sfida è passare dalla logica della spesa alla logica del risultato.
Ed è proprio in questo momento che è legittimo chiedersi quale sia stato, concretamente, il contributo prodotto dai vertici del DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide, ciascuno per le proprie competenze.
Abbiamo, infatti, una figura che rischia ormai di diventare quasi “mitica”: il direttore amministrativo, dott. Stefano Graziano.
È doveroso precisare che le scelte organizzative e assistenziali appartengono alle competenze della direzione sanitaria. Ma, dal punto di vista amministrativo ed economico, è altrettanto legittimo chiedersi come siano state utilizzate le risorse disponibili, quali risultati abbiano prodotto e se ogni euro investito abbia realmente contribuito a migliorare i servizi e le risposte ai cittadini.
In una fase nella quale la sanità pubblica è chiamata a fronteggiare carenze di personale, liste d’attesa, trasferimenti di pazienti e crescenti difficoltà organizzative, non basta certificare che le risorse siano state spese: bisogna dimostrare che siano state spese bene e con quali risultati.
Per questo riteniamo necessaria una verifica trasparente dell’impiego delle risorse economiche destinate al DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide, a partire da quelle finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa e al potenziamento dei servizi.
Il cittadino non ha bisogno di sapere soltanto quanto è stato stanziato o quanto è stato speso. Ha diritto di sapere che cosa è cambiato grazie a quelle risorse.
È questa la differenza tra amministrare le risorse e governarle nell’interesse della collettività.
E su questo, come OPI Salerno, riteniamo che sia arrivato il momento di pretendere risposte chiare, dati verificabili e risultati misurabili.
La crisi di Battipaglia deve quindi diventare l’occasione per ripensare l’intera organizzazione sanitaria dell’area a sud di Salerno.
Non più ospedali costretti a compensare continuamente le carenze del territorio, ma una rete nella quale ospedale e territorio lavorano insieme.
E soprattutto non possiamo continuare a chiedere sacrifici agli operatori sanitari senza contemporaneamente garantire una programmazione seria, personale adeguato, organizzazione efficace e una gestione delle risorse orientata ai risultati.
La sanità non può essere governata soltanto attraverso emergenze, trasferimenti e soluzioni temporanee.
Serve una visione complessiva, nella quale ogni presidio abbia una funzione chiara e nella quale le risorse economiche, professionali e strutturali siano utilizzate in maniera razionale, trasparente ed efficace.
Come OPI Salerno siamo pronti a mettere a disposizione competenze e proposte.
Perché il cittadino non deve sapere dove è organizzata la sanità: deve semplicemente sapere che, quando ne ha bisogno, una risposta c’è.
Dott. Cosimo Cicia – Presidente OPI Salerno
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