Bologna 18/10/2019. Aula Formazione OPI Bologna. Seminario LO STRESS E IL FENOMENO DEI SUICIDI NELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA, IL RUOLO DELL’INFERMIERE. Foto Paolo Righi
Il Ministero della Difesa sta tracciando una nuova rotta per l’assistenza sanitaria delle Forze Armate italiane con la nascita del Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN). Questa riforma, fortemente voluta dal Ministro della Difesa, si propone di rivoluzionare l’intero sistema, puntando su unificazione, potenziamento e razionalizzazione dell’assistenza sanitaria militare, che sarà posta sotto il diretto controllo dello Stato Maggiore della Difesa.
L’iniziativa ha un duplice obiettivo: da un lato, migliorare la capacità di risposta sanitaria alle specifiche esigenze delle Forze Armate; dall’altro, creare un sistema in grado di dialogare e integrarsi efficacemente con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’idea è quella di garantire una gestione sinergica delle risorse umane e professionali, ottimizzando l’erogazione dei servizi e valorizzando il personale sanitario militare.
In questo scenario di profonda trasformazione, il Sindacato Italiano Militari Marina (SIM Marina) ha prontamente colto l’occasione per chiedere voce attiva nel processo riformatore. Il sindacato, rappresentativo del personale sanitario della Marina Militare, ha inoltrato una dettagliata richiesta di audizione al Ministero della Difesa e agli organi parlamentari competenti, sottolineando un punto cruciale: la necessità di “equiordinazione” del personale sanitario militare rispetto ai colleghi del restante pubblico impiego.
“È essenziale garantire l’equiordinazione del personale sanitario militare rispetto ai colleghi del restante pubblico impiego, in termini di inquadramento, titoli di studio, formazione e possibilità di carriera,” afferma il SIM Marina. Questa posizione riflette la pressante esigenza di allineare i percorsi professionali e le progressioni di carriera del personale militare a quelli previsti per il SSN, nel pieno rispetto delle normative vigenti. L’obiettivo è evitare disparità e garantire pari opportunità e riconoscimenti a chi opera nella sanità militare.
Le richieste del SIM Marina non sono generiche, ma si concretizzano in proposte dettagliate su inquadramento, formazione e riconoscimento del personale. Il fulcro della discussione è proprio l’equiordinazione, che si traduce nella necessità di allineare i ruoli militari a quelli del SSN e di adeguare i titoli di studio secondo gli standard nazionali.
Un punto chiave della discussione riguarda l’inquadramento degli infermieri e delle altre professioni sanitarie. La questione centrale è se e come il nuovo SSMN garantirà agli infermieri, e ad altri professionisti sanitari con titoli universitari, un inquadramento nel ruolo ufficiali, equiparandoli ai loro colleghi civili con responsabilità di coordinamento o dirigenziali.
Stando alle note del documento, i Medici, veterinari, biologi, farmacisti e psicologi che hanno completato o stanno completando il 2° anno di specializzazione, saranno inquadrati tra gli “Ufficiali Superiori”, in linea con l’accesso alla dirigenza del SSN. Questo è un segnale importante per la valorizzazione delle figure mediche e dirigenziali.
Per quanto riguarda gli studenti di Medicina delle Accademie militari (dopo il triennio) e il personale delle professioni sanitarie in funzioni di coordinamento, il documento indica che questi resteranno “Ufficiali inferiori” fino all’accesso al grado apicale. Questa specificazione apre il dibattito su come verrà gestita la progressione di carriera per gli infermieri con funzioni di coordinamento e su quali saranno i requisiti per raggiungere i gradi apicali e l’eventuale inquadramento come ufficiali superiori.
Conscio delle sfide che una riforma di tale portata comporta, il SIM Marina ha anche proposto un periodo transitorio per permettere al personale attualmente in servizio, ma privo dei titoli conformi ai nuovi standard, di adeguarsi. Questo periodo servirebbe a:
- Completare specializzazioni o lauree magistrali necessarie.
- Essere inquadrato in ruoli ad esaurimento senza penalizzazioni, garantendo continuità lavorativa e professionale.
- Contribuire pienamente al SSMN, assicurando che l’esperienza e le competenze maturate non vadano disperse.
L’istituzione del SSMN rappresenta, senza dubbio, una svolta epocale per la sanità militare italiana. L’obiettivo è creare un sistema più efficiente, più integrato con il SSN e, soprattutto, capace di valorizzare appieno le competenze e il talento dei professionisti militari.
Il SIM Marina, con la sua richiesta di partecipazione attiva e le sue proposte mirate, si pone come un attore chiave in questo processo. La definizione finale delle norme e delle procedure sarà cruciale per il successo della riforma e per assicurare la piena tutela e la valorizzazione del personale sanitario militare, in particolare degli infermieri, che si attendono un riconoscimento adeguato del loro ruolo e delle loro qualifiche all’interno del nuovo Servizio Sanitario Militare Nazionale.
Il dibattito è aperto e il futuro del personale sanitario militare, specialmente quello infermieristico, dipenderà dalle decisioni che verranno prese nelle prossime fasi di questa importante riforma.


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