Domani, 16 febbraio 2026, l’Aula Magna del Centro Servizi di via del Pozzo ospiterà un evento cruciale per il futuro della sanità locale: un focus su competenze, governance e integrazione del nuovo profilo professionale.
Il panorama sanitario italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione e Modena si pone al centro del dibattito nazionale. Le Direzioni Assistenziali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, dell’Azienda Usl e dell’Ospedale di Sassuolo hanno unito le forze per organizzare il convegno “Assistente infermiere: le prime riflessioni”.
L’obiettivo è chiaro: fare luce su una figura emergente destinata a ridefinire gli equilibri dei team assistenziali e a rispondere con maggiore efficacia ai crescenti bisogni di salute della popolazione.
Un tavolo tecnico per disegnare il futuro della Professione.
L’evento, che avrà inizio alle 12:30, vedrà la partecipazione dei vertici della sanità modenese. L’apertura dei lavori è affidata ad Anna Rita Garzia (Direttrice Assistenziale AOU Modena e facente funzione Ausl), seguita dai saluti dei Direttori Generali Luca Baldino (AOU), Mattia Altini (Ausl), Stefano Reggiani (Ospedale di Sassuolo) ed Emanuele Fresa (Hesperia Hospital), oltre al contributo accademico di Paola Ferri (Unimore).
Dall’OSS all’Assistente Infermiere: cosa cambia?
Il convegno si svilupperà in due sessioni strategiche:
- L’Evoluzione Storica: sotto la moderazione di Andrea Contini (Ausl Piacenza), si analizzerà il passaggio dall’Operatore Socio Sanitario (OSS) al nuovo profilo. Non si tratta solo di un cambio di nome, ma di un’analisi dettagliata delle nuove attribuzioni sanitarie e dei requisiti organizzativi necessari per l’inserimento nei reparti.
- Governance e Operatività: la seconda parte, moderata da Antonio Boccia (Ausl Reggio Emilia), punterà l’attenzione sulla tavola rotonda. Qui si discuterà di come integrare concretamente questa figura nei modelli organizzativi del territorio modenese e del ruolo di guida della Regione Emilia-Romagna.
Perché questa figura è fondamentale?
L’introduzione dell’assistente infermiere non è solo una risposta alla carenza di personale, ma un tentativo di rafforzare l’integrazione multiprofessionale. In un sistema dove l’assistenza diventa sempre più complessa (si pensi alla gestione dei pazienti cronici o alle nuove tecnologie wireless per i pacemaker), avere una figura di supporto con competenze sanitarie specifiche permette agli infermieri di focalizzarsi su attività cliniche di alta complessità.
Il valore aggiunto: L’integrazione di questa figura punta a migliorare la qualità del servizio sia negli ospedali che nell’ambito socio-sanitario, garantendo una continuità assistenziale più solida.
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