Le nuove direttive europee trasformano radicalmente l’approccio clinico. Il concetto cardine è che il danno d’organo non inizia a 140/90 mmHg, ma si sviluppa lungo un continuum che parte da valori molto più bassi.
1. La nuova classificazione: oltre l’Ipertensione.
Mentre la soglia diagnostica per l’ipertensione resta fissata a 140/90 mmHg, viene introdotta la categoria di “Pressione Arteriosa Elevata” (120-139 / 70-89 mmHg).
Questa non è una zona grigia, ma una chiamata all’azione: per questi pazienti non si guarda solo il bracciale dello sfigmomanometro, ma si calcola il rischio globale usando gli algoritmi SCORE2 (per i giovani/adulti) e SCORE2-OP (per gli over 70).
2. Target Terapeutici: Puntare al “120-129”
La vera sfida per il team infermieristico e medico è il nuovo obiettivo pressorio. Per la maggior parte dei pazienti in trattamento, il target ideale è ora 120-129 mmHg di sistolica, purché ben tollerato.
- Pazienti Fragili e Ultra-ottantenni: il target diventa più conservativo. L’obiettivo è il valore più basso “ragionevolmente sostenibile”, mettendo al primo posto la prevenzione delle cadute e della sincope.
- Monitoraggio: il valore clinico deve essere confermato dal monitoraggio domiciliare (HBPM) o ambulatoriale nelle 24 ore (ABPM) per escludere l’effetto “camice bianco”.
3. La terapia: lo stile di vita come farmaco.
Le linee guida ribadiscono che la modifica dello stile di vita può ridurre la pressione di 5-10 mmHg, un effetto paragonabile a quello di un farmaco in monoterapia.
- Sodio e Potassio: ridurre il sale è fondamentale, ma la novità è l’invito calcolato ad aumentare il potassio (0,5-1 g/die) tramite la dieta (frutta e verdura) o sostituti del sale, salvo controindicazioni renali.
- Esercizio Fisico: non solo aerobica (camminata, nuoto), ma anche esercizi di resistenza (pesi leggeri), che hanno dimostrato benefici emodinamici significativi.
4. Trattamento farmacologico: la forza della “single pill”.
Per migliorare l’aderenza (spesso il punto debole della terapia), le linee guida promuovono l’uso delle combinazioni precostituite (SPC – Single Pill Combination).
- Pazienti ad alto rischio: Iniziare il trattamento già a 130/80 mmHg se presenti comorbidità (diabete, nefropatie).
- Strategia: Di solito si parte con un’associazione di due farmaci (es. ACE-inibitore/Sartano + Calcio-antagonista/Diuretico) in un’unica compressa.
- Denervazione Renale: Per l’ipertensione resistente, viene sdoganata come opzione in centri ultra-specializzati.
5. Il ruolo strategico dell’Infermiere.
In questo nuovo scenario, l’infermiere non è un semplice esecutore, ma il Case Manager del percorso di cura. Le competenze richieste evolvono verso:
- Counseling Motivazionale: Trasformare le raccomandazioni in abitudini (aderenza terapeutica).
- Screening Attivo: Identificare i “giovani ipertesi” (18-40 anni) spesso ignorati dal sistema.
- Gestione della Fragilità: Valutare l’ipotensione ortostatica, un rischio critico nei pazienti anziani con target ambiziosi.
In sintesi per la Pratica Clinica:
| Parametro | Raccomandazione 2024-2025 |
| Diagnosi Ipertensione | $\ge 140/90$ mmHg |
| Pressione Elevata | $120-139 / 70-89$ mmHg (Valutare rischio SCORE2) |
| Target Sistolico | $120-129$ mmHg (se tollerato) |
| Pazienti Fragili | Target personalizzato basato sulla tolleranza |
| Terapia Iniziale | Spesso combinazione di 2 farmaci in singola compressa |
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