Occupazione all’89,1%, ingresso nel mondo del lavoro in appena 2,4 mesi e quasi totale coerenza tra studi e professione. L’Infermieristica si conferma una delle lauree più richieste in Italia.
L’Infermieristica continua a rappresentare una delle scelte universitarie più solide e spendibili nel panorama accademico italiano. A confermarlo è il Rapporto AlmaLaurea 2025, che fotografa una situazione occupazionale particolarmente favorevole per i laureati della classe L/SNT1.
A un anno dal conseguimento del titolo abilitante, il tasso di occupazione raggiunge infatti l’89,1%, in crescita rispetto all’85,1% registrato nel 2024. Un dato che colloca ancora una volta l’Infermieristica tra i corsi di laurea con le migliori prospettive occupazionali immediate.
Lavoro in tempi record dopo la laurea.
Uno degli aspetti più significativi emersi dal rapporto riguarda la rapidità di inserimento nel mercato del lavoro.
I neolaureati in Infermieristica trovano un’occupazione mediamente entro 2,4 mesi dal conseguimento della laurea e in appena 1,8 mesi dall’inizio della ricerca attiva di un impiego.
Numeri che testimoniano come il fabbisogno di infermieri continui a essere elevato sia nel settore pubblico sia in quello privato, nonostante le difficoltà che il Servizio Sanitario Nazionale continua ad affrontare sul fronte del reclutamento e della fidelizzazione del personale.
Quasi il 100% lavora come infermiere.
Il rapporto evidenzia anche un altro elemento particolarmente importante: la stretta corrispondenza tra il percorso di studi e l’attività professionale svolta.
Ben il 98,2% degli occupati lavora infatti in ambiti coerenti con il titolo universitario conseguito, mentre il 97,9% considera la laurea efficace o molto efficace per l’esercizio della professione.
Un risultato che conferma la forte identità professionale dell’infermieristica e la capacità del percorso formativo di preparare concretamente i futuri professionisti alle esigenze del mondo del lavoro.
Anche il giudizio complessivo sul percorso universitario risulta positivo, con un livello medio di soddisfazione pari a 8,1 su 10.
Competenze valorizzate nella pratica clinica.
Secondo il Rapporto AlmaLaurea, l’88,9% degli infermieri intervistati dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze apprese durante il corso di laurea.
Parallelamente, l’87,6% ritiene che la formazione ricevuta sia adeguata alle richieste professionali incontrate nella pratica quotidiana.
Si tratta di dati che rafforzano il ruolo strategico dell’università nella preparazione di professionisti sempre più competenti e in grado di affrontare la crescente complessità dell’assistenza sanitaria moderna.
Pochi proseguono subito gli studi.
Il rapporto ha coinvolto 11.671 neolaureati in Infermieristica, con un’età media alla laurea di 25,2 anni, un voto medio di 103,2 su 110 e una durata media degli studi pari a 3,9 anni.
Solo il 6,8% sceglie di iscriversi immediatamente a una laurea magistrale, una percentuale in calo rispetto all’8,9% dell’anno precedente.
L’11,1% opta invece per un master universitario di primo livello.
Secondo molti osservatori, la diminuzione delle iscrizioni immediate ai percorsi magistrali potrebbe essere collegata all’attesa per l’attivazione delle nuove lauree magistrali cliniche previste per la professione infermieristica, considerate un passaggio fondamentale per lo sviluppo delle competenze avanzate.
Per chi decide di interrompere temporaneamente il percorso formativo, la motivazione principale è l’ingresso nel mondo del lavoro, indicata dal 64,5% degli intervistati.
Contratti stabili e crescita della libera professione.
Sul fronte contrattuale, oltre la metà degli infermieri occupati (52,4%) può contare su un contratto a tempo indeterminato, mentre il 35,8% lavora con contratti a tempo determinato.
Interessante anche la distribuzione tra pubblico e privato: il settore privato assorbe il 54% dei neolaureati, mentre il comparto pubblico impiega il 41,8%.
Continua inoltre a crescere il numero di professionisti che scelgono la libera professione. Nel 2025 il 7,1% dei neolaureati ha avviato un’attività con partita IVA, segnale di una professione sempre più orientata verso modelli organizzativi flessibili e nuove opportunità occupazionali.
Retribuzioni in lieve aumento, ma restano differenze di genere.
La retribuzione media netta mensile raggiunge i 1.745 euro, in leggero aumento rispetto ai 1.724 euro registrati nel 2024.
Permane tuttavia una differenza retributiva tra uomini e donne: gli infermieri percepiscono in media 1.804 euro netti mensili, contro i 1.728 euro delle colleghe.
Una disparità che continua a rappresentare un tema di riflessione nel panorama delle professioni sanitarie.
Le sfide del futuro: calo demografico e fuga dei laureati.
Accanto ai dati positivi sull’occupazione, il Rapporto AlmaLaurea richiama l’attenzione su alcune criticità che potrebbero influenzare il futuro del sistema sanitario italiano.
Tra queste emerge il basso livello di istruzione terziaria nel nostro Paese: soltanto il 31,6% dei giovani tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo universitario, contro una media europea del 44,1%.
Preoccupa inoltre il continuo calo delle nascite. Nel 2025 la natalità è diminuita del 3,9%, con un tasso di fecondità fermo a 1,14 figli per donna.
A ciò si aggiunge il saldo migratorio negativo dei laureati: nel 2024 l’Italia ha registrato una perdita netta di circa 21mila giovani altamente qualificati, un fenomeno che interessa sempre più anche le professioni sanitarie e che rischia di aggravare ulteriormente la carenza di personale negli ospedali e nei servizi territoriali.
Infermieristica tra le lauree più sicure d’Italia.
I dati AlmaLaurea confermano dunque che Infermieristica continua a essere una delle lauree con il più elevato tasso di occupazione e una delle professioni più richieste dal mercato del lavoro.
Una realtà che evidenzia il ruolo centrale degli infermieri nel sistema sanitario e la necessità di investire ulteriormente sulla formazione, sulla valorizzazione professionale e sulle opportunità di carriera per garantire la sostenibilità futura dell’assistenza ai cittadini.
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