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martedì, Gennaio 18, 2022
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Uneba: 100.000 Infermieri in meno in RSA e Case di Riposo.

L’UNEBA lancia l’allarme: a rischio assistenza a pazienti fragili in RSA e Case di Riposo, mancano 100.000 Infermieri.

Anziani e persone fragili in Italia rischiano di trovarsi senza l’assistenza e le cure di cui hanno bisogno e diritto, perché non ci sono abbastanza infermieri per garantirle. E non ce ne saranno nel futuro prossimo”.

Lancia l’allarme il consiglio nazionale di Uneba, voce di circa 1000 enti dediti al servizio di anziani e persone fragili, quasi tutti non profit di radici cristiane, presente in tutta Italia. Nella sua ultima convocazione del 3 dicembre, il consiglio ha affrontato proprio l’emergenza infermieri.

C’è un problema strutturale pluridecennale. Le Università non formano abbastanza infermieri: ne deriva la carenza di infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale. Per tutti gli ambiti: ospedali, servizi domiciliari, socio assistenziali, strutture sociosanitarie per anziani. In queste ultime, parecchi enti Uneba che gestiscono case di riposo o Rsa sono in emergenza assoluta: rischiano di dover chiudere interi reparti per assenza di infermieri, con conseguenti gravi difficoltà per anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti.

Secondo Fnopi1, nel 2021 mancano in Italia 33094 infermieri contando le sole strutture territoriali. L’Italia è 27esima in Europa in infermieri per abitante.

Dal 2001 al 2021 le Università italiane hanno messo a disposizione 309.962 posti 2, mentre il fabbisogno di infermieri stimato era di 410.075 posti. Oltre centomila infermieri in meno in 20 anni. Le università non hanno mai neppure offerto un numero di posti pari al turnover annuale (18.000 professionisti).

Nell’anno accademico 2021/22, sono 23.498 i posti di primo anno di corso di laurea per infermieri richiesti da Regioni e Ordine degli infermieri, ma solo 17.394 i posti nelle Università. I posti sono il 26% in meno del fabbisogno3.

GLI ASPIRANTI INFERMIERI CI SONO: SONO I POSTI NELLE UNIVERSITA’ A MANCARE

Eppure giovani che aspirano al lavoro da infermieri non mancano.

Solo nell’ultimo triennio, 26935 domande di iscrizione al corso di laurea in infermeria sono state respinte per mancanza di posti nelle università. Per l’anno accademico 2021/22, respinte il 38% delle richieste.

Di fronte a questo, e in nome della nostra mission di tutela delle persone fragili, la richiesta di Uneba è chiara e semplice: l’Università deve formare più infermieri!

Uneba ha posto la stessa richiesta al ministro dell’Università Maria Cristina Messa, al ministro della Salute Roberto Speranza e al ministro dell’Economia Daniele Franco in una lettera firmata dal presidente Uneba Franco Massi.

NUOVE STRUTTURE E NUOVI INFERMIERI? RISCHIAMO DI PRENDERE UNA COPERTA CORTA… E FARLA A BRANDELLI

Un maggior numero di infermieri laureati attenuerà, nel medio e lungo termine, l’emergenza. Ma serve anche uno sguardo all’immediato presente e alle persone fragili di adesso, con le necessità di cura e assistenza accresciute dalla pandemia.

Avviare a spron battuto nuovi servizi di assistenza che necessitano di infermieri ci appare incauto e controproducente.

Attivare le Case della Comunità previste dal PNRR richiederebbe, dal momento dell’avvio a pieno regime nel 2027, 10091 infermieri in più4. Altri saranno necessari negli ospedali di comunità e per lavorare come infermieri di famiglia, strutture e figure cui il PNRR dà priorità.

Ma in Italia questi infermieri non ci sono. Aprire la ricerca potrebbe causare un ulteriore drenaggio di infermieri dalle case di riposo. Mettendo in difficoltà, anzitutto, gli anziani ospiti.

Sarebbe come prendere una coperta cortissima, e farla a brandelli.

Redazione AssoCareNews.it
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