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Contratto Nazionale Sanità Privata, 14 anni di attesa per gli Eroi dimenticati. Le proteste della UIL FPL dell’Emilia Romagna.

Da 14 anni i dipendenti del comparto sanità privata attendono il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro; infermieri, operatori socio sanitari, tecnici di radiologia, fisioterapisti e tutte le altre professioni che con estrema dedizione e senso del dovere hanno contribuito a sostenere in questi anni la sanità pubblica, anche nella difficile lotta alla Covid-19 – questa la motivazione del flashmob organizzato dalla UIL FPL oggi di fronte alla sede dell’AIOP Emilia Romagna.

Anni nei quali il fatturato degli imprenditori del settore e gli utili non hanno conosciuto crisi grazie al lavoro e alla professionalità dei dipendenti che continuano ad essere retribuiti con i valori del lontano 2006, spiega il Segretario Generale della UIL FPL Emilia Romagna Paolo Palmarini.

Nonostante ciò e nonostante una vertenza sindacale che non ha conosciuto sosta, soprattutto negli ultimi 3 anni, il muro di avidità dell’imprenditoria del settore fatica a crollare.

“Un muro che sembrava essere definitivamente crollato con la sigla della preintesa del CCNL raggiunta il 10 giugno scorso, valutata dai dipendenti positivamente nelle centinaia di assemblee che si sono svolte in tutto il territorio nazionale e che, allo stato attuale, viene rimessa in discussione da parte delle Associazioni della Sanità Privata – AIOP e ARIS” – continua Paolo Palmarini.

“Questa situazione risulta ancora di più inaccettabile e incomprensibile alla luce dei diversi interventi e affidamenti da parte del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni che, nei fatti, hanno garantito parte rilevante della copertura del rinnovo contrattuale e risorse aggiuntive a favore del sistema sanitario privato accreditato” – evidenzia il Segretario Generale Palmarini.

“Chiediamo quindi l’immediata convocazione a Roma delle Organizzazioni Sindacali per la firma definitiva del CCNL che, come concordato doveva avvenire entro il 30 luglio” – continua Palmarini.

“Alla Istituzioni Nazionali e Locali, a partire dalle Regioni, lanciamo un messaggio: senza contratto non si può continuare a garantire l’accreditamento a favore della sanità privata che dimostra una evidente disattenzione nei confronti della qualità del lavoro in un settore fondamentale per la salute dei cittadini dove si deve investire oltre che in tecnologie, anche e soprattutto sul personale”.

“Se non lo si fa oggi, vista la dura lezione che ci ha impartito la pandemia, quando ?” – conclude Paolo Palmarini. Al flashmob di questa mattina è intervenuto infine il Presidente AIOP Emilia Romagna Bruno Biagi il quale, condividendo la necessità di porre fine a questa lunga vertenza ha evidenziato – “la nostra delegazione metterà in campo ogni azione utile affinchè la preintesa sottoscritta il 10 giugno si traduca, nei tempi pattuiti, nel rinnovo definitivo del Contratto Nazionale di Lavoro”.