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Tute non conformi: Infermieri esposti al  Covid si entra con la tuta a mezzo stinco. Insorge il sindacato: Così ci si contagia!

Tute troppo corte. La situazione è tragicomica ma non siamo in un’inedita avventura di Fantozzi bensì al DEA dell’ospedale di Lecce.

Le tute XXL cinesi infatti sono corte per gli infermieri alti e così restano scoperti polsi e caviglie.

Colpa delle misure antropomorfiche comuni cinesi?

Il sindacato FSI-USAE è insorto contro questa situazione incresciosa “Siamo avvenuti a conoscenza dai nostri associati che i dispositivi di protezione individuale utilizzati dalle unità operative Covid della nostra Asl Lecce, non sono adeguati agli standard europei”.

A parlare è Francesco Perrone, segretario territoriale del sindacato “Le misure e le tutte distribuite sono di una XXL cinese, quindi non corrispondente ad una XXL europea. I nostri operatori corrono il rischio di essere contagiati, come già successo nella prima fase, in quanto queste tute lasciano scoperte le braccia e le gambe degli operatori più alti e non permettono nessun movimento d’urgenza”.

Insomma le tute non sono conformi e vanno sostituite. Una evento grave in quanto si tratta di DPI, come sottolinea il sindacato: “In ambito sanitario i DPI impiegati più frequentemente sono quelli per la protezione respiratoria, congiunti vale, delle mani, del corpo, dei piedi e del capo. Le norme inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro sono contenute nel decreto legislativo 81/2008; in particolare, l’articolo 20 riporta quali siano gli obblighi di tutti i lavoratori.

Secondo questo articolo, ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

Una questione che siamo sicuri sarà presa in considerazione e risolta dall’Asl Lecce.

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