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Una ventina di colleghi Infermieri fanno causa all’azienda sanitaria per cui lavorano per il pagamento della tassa di iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche. Accade a Ferrara.

L’iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ferrara costa circa 50 euro, ma una ventina di Infermieri hanno deciso di non pagarla perché spetta all’Azienda sanitaria per cui lavorano. Almeno questa è la tesi che sostengono e a cui sarà chiamato questo a dare una risposta definitiva il Giudice competente.

A chiedere l’apporto del Tribunale ferrarese sono stati alcuni dipendenti dell’ospedale Sant’Anna, che hanno deciso di rivolgersi al Giudice per imputare quel costo al datore di lavoro, così come ha sancito una recente sentenza in quel di Pordenone (che ha fatto storia).

L’udienza è già stata inserita in calendario per metà settembre. Dal canto suo l’azienda ospedaliera ha già presentato ricorso davanti al giudice del lavoro Alessandra De Curtis.

L’azione legale – spiegano gli interessati – è stata promossa lo scorso gennaio e fonda la sua sostanza su una sentenza del 2019 emessa dal tribunale di Pordenone. Il documento riprende un pronunciamento della Cassazione riferito agli avvocati, esonerati dal pagamento della tassa ogniqualvolta sussista il vincolo di esclusività del rapporto di lavoro.

Se l’iscrizione all’albo è obbligatoria, ma collegata allo svolgimento di un’attività professionale nell’ambito di una prestazione di lavoro dipendente – si legge in un apposito servizio su La Nuova Ferrara – la Corte ritiene che la tassa rientri tra i costi per la realizzazione di quell’attività che dovrebbero gravare sull’ente che beneficia in via esclusiva del lavoro. La sentenza friulana ha accolto le ragioni di 214 operatori che in quella provincia sono chiamati a versare una tassa di 75 euro.

Cosa ha deciso il giudice in quel di Pordenone?

Il giudice Angelo Riccio Corbucci, a Pordenone, ha ritenuto che dal punto di vista del diritto del lavoro la posizione di un infermiere iscritto al proprio albo professionale e di un avvocato, iscritto al suo ordine, siano da parificare se entrambi svolgono un lavoro dipendente con obbligo di esclusività. Non si conoscono le motivazioni con cui l’azienda ospedaliera intende opporsi al ricorso. Ma al di là delle ragioni di merito forse un qualche peso potrebbe averlo il fatto che, se il ricorso sarà approvato, il costo per l’ospedale – che potrebbe moltiplicarsi per centinaia di dipendenti – potrebbe lievitare fino a qualche decina di migliaia di euro.