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Sospensioni, ricollocamenti, segnalazioni alla Prefettura o sanzioni disciplinari nei confronti del personale sanitario inadempiente alla vaccinazione, la FIAL invia richiesta formale di accesso agli atti amministrativi.

Richiesta di accesso formale agli atti amministrativi, art. 22 Legge 241/90 e s.m.i., riguardo ai dati di (eventuali), sospensioni, ricollocamenti, segnalazioni alla prefettura o sanzioni disciplinari nei confronti del personale sanitario inadempiente con obbligo di vaccinazione.

Di seguito la missiva integrale.

Egregi,

in via preliminare si intende precisare che la presente nota non intende dubitare della necessità di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid -19 – e nemmeno avere valenza critica negativa (ma semmai vorrebbe ambire ad essere costruttiva) in un momento in cui serve unità e coesione, e tanto meno essa, vuole ampliare il clima di paura mista a speranzosa angoscia che pervade ognuno di noi.

Ciò premesso, in qualità di Segretario responsabile della Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità della provincia di Bergamo, lo scrivente Alfredo De Marchi, avvalendosi del suo ruolo di mediatore istituzionale riconosciuto al sindacato per quanto attiene ad interessi collettivi, ravvede la necessità di invitare gli illustri interlocutori in indirizzo e le autorità Politiche e datoriali preposte e competenti tutte, affinché valutino soluzioni alternative ad eventuali sospensioni dal servizio.

Tali soluzioni inevitabilmente comportano disservizi agli utenti, aggiuntivi carichi di lavoro, il blocco delle ferie e dei riposi al personale che, con senso di responsabilità e disciplina hanno rispettato le disposizioni Legislative impartite.

Non si vuole avere la pretesa di ergersi a coscienza critica, sui pur opinabili provvedimenti fin qui addottati, ma solamente formulare una proposta sotto forma di domanda.
Considerato che la Regione Lombardia in data 23 agosto 2021, su proposta della Dr.ssa Moratti, molto saggiamente ha deliberato la gratuità dei test antigenici gratuiti per gli studenti da 6 -13 anni, oltre a quella 14-19 già prevista.

Alcune strutture (ben poche purtroppo) sottopongono ai test antigenici gratuiti i visitatori di ospiti RSA e RSD.

Non riusciamo a comprendere il perché Regione Lombardia non ha adottato le stesse misure anche per il personale sanitario.

A parere del sottoscritto, potrebbe risultare molto più semplice e più sicuro sottoporre a titolo preventivo/cautelativo il personale dipendente al test rapido antigenico che fornisce in tempi brevi la risposta, 5-30 minuti, avendo cosi un monitoraggio costante dei lavoratori, con il risultato di offrire una garanzia consolidata e aggiuntiva alla vaccinazione.

Senza dimenticare, inoltre, che chi è vaccinato potrebbe comunque rappresentare un pericolo per chi lo circonda.

Il test rapido era stato introdotto dal Ministero della Salute il 29/9/2020 per lo screening dei passeggeri negli aeroporti, nei porti, nei treni, ecc.

Con ulteriore circolare del 15/02/2021, lo stesso Ministero della salute ha modificato e integrato i criteri di utilizzo dei test antigenici rapidi forniti nella precedente normativa.

In questo periodo di grande incertezza, anche alla luce dell’insorgenza delle varianti, soprattutto perché al momento non sappiamo ancora bene l’immunità della durata del vaccino, mentre il tampone rapido antigenico potrebbe offrire maggiori e immediate garanzie.

Resta inteso, che la richiesta in oggetto, riguarda i meri dati statistici e non vuole assolutamente ledere i c.d. dati sensibili degli individui come stabilito dal Regolamento GDPR 2016/679 – è quanto si legge a termine della missiva a firma di Alfredo De Marchi, Segretario Responsabile FIALS/Conf.sal Bergamo.

Redazione AssoCareNews.it
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