Sicurezza Pronto Soccorso Imola: dove sono i vigilantes anti-violenza?

Sicurezza Pronto Soccorso Imola: dove sono i vigilantes promessi?
Sicurezza Pronto Soccorso Imola: dove sono i vigilantes promessi?

Al momento nulla è stato deciso

Dopo i gravi episodi di violenza ai danni di Infermieri e operatori sanitari del Pronto Soccorso di Imola si susseguono notizie contrastanti sull’attivazione in turno di vigilantes 24 ore su 24. Ad essere perplesso è Stefano De Pandis, segretario aziendale della FIALS presso il nosocomio imolese, che da anni si batte per la sicurezza di colleghi, pazienti e avventori. Nei giorni scorso lo stesso, attraverso i canali di AssoCareNews.it, aveva sollevato il problema delle aggressioni in Medicina, al Pronto Soccorso e nell’ambito del servizio 118.

Nei giorni scorsi ha avuto luogo a Imola un apposito incontro con i dirigenze dell’Azienda sanitaria e con la politica, alla presenza del segretario provinciale FIALS, Alfredo Sepe.

Alfredo Sepe, segretario provinciale FIALS Bologna.
Alfredo Sepe, segretario provinciale FIALS Bologna.

 

“Nella giornata di ieri si sono svolti appositi incontri tra organizzazioni sindacali e parte rappresentativa dell’azienda; il con CGIL, CISL e UIL; il secondo con FIALS. – spiega De Pandis ad AssoCareNews.it – Durante il secondo appuntamento il nostro sindacato ha sottolineato i problemi e proposto le proprie soluzioni, in linea con quelle già indicate alla Azienda, al Prefetto, all’Assessorato delle Politiche per la Salute della Regione e agli organi di stampa nella nota di richiesta di incontro straordinario. Tra questi punti vi era la richiesta di un servizio di Vigilanza 24h/24h al PS; ed è qui che nascono i primi voluti fraintendimenti creati dalla Triplice sindacale: l’Azienda non ha mai detto che attiverà i vigilantes 24 ore al giorno, in quanto non ci sono le coperture finanziarie per farlo”.

Stefano De Pandis, delegato aziendale FIALS.
Stefano De Pandis, delegato aziendale FIALS.

“Preme, invece, ricordare come lo stesso segretario della CGIL in una recente nota video fosse contrario ad una Militarizzazione dell’Azienda Ospedaliera – aggiunge De Pandis – noi della FIALS abbiamo ribadito le nostre richieste sull’aggiornamento dei protocolli e su una più stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine, non solo all’interno del Pronto Soccorso per la gestione dei casi più critici, ma anche del territorio e nei reparti. Rispetto alla vigilanza 24/24, abbiamo chiesto all’azienda di attivarla, senza attendere le decisioni del Comune, per il fatto che l’ASL è direttamente responsabile della sicurezza dei lavoratori, come si evidenzia dal D.LGS 81/08; la salute dei lavoratori e dei cittadini deve superare qualsiasi pareggio di bilancio; siamo un’Azienda che è ancora al Servizio dei Cittadini; proteggere e mettere in sicurezza operatori e utenti è un obbligo, non solo un consiglio”.

E non è tutto, la FIALS ha proposto di modificare il regolamento sui cartellini identificativi degli operatori sanitari. Servono nome e cognome di chi lavora. Anche così si può stabilire un miglior rapporto Operatore-Cittadino, che chiede solo fiducia e considerazione (vedasi Patto Infermiere-Cittadino).

Per concludere Sepe e De Pandis hanno chiesto l’aumento della pianta organica, mediante l’assunzione di nuovi Infermieri e operatori sanitari, mentre hanno ribadito che sono per la “tolleranza zero”. Azioni dure per ridurre gli atti di violenza, in Emilia Romagna come nel resto d’Italia.

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