Sciopero Nazionale Infermieri del 12-13 aprile: parla Bottega (Nursind)

Andrea Bottega spiega i motivi dell'ennesimo sciopero convocato da Nursind e Nursing Up per il 12-13 aprile 2018: Infermieri in piazza per dire no al contratto siglato dalla triplice sindacale.
Andrea Bottega spiega i motivi dell'ennesimo sciopero convocato da Nursind e Nursing Up per il 12-13 aprile 2018: Infermieri in piazza per dire no al contratto siglato dalla triplice sindacale.

“Abbiamo deciso di proclamare altri due gironi di sciopero perché questa ipotesi contrattuale non ha giustificazioni valide né dal punto di vista economico né da quello normativo”, è quanto dichiara Andrea Bottega, Segretario Nazionale Nursind, a pochi minuti dalla proclamazione di altre 48 ore di sciopero, previste per 12 e 13 Aprile.

“Se passa così com’è, al netto dei palesi errori nei richiami contrattuali, avremo maggior lavoro per chi è in servizio (soprattutto per i part time che passano da 20 a più di 200 ore di straordinario all’anno) e meno assunzioni. Maggiore flessibilità richiesta dal datore di lavoro e meno esigibilità dei diritti per i lavoratori in particolar modo per il personale turnista” – a dichiararlo è lo stesso Bottega.

Confermato quindi il ‘no’ degli infermieri del Nursind alla firma dell’ ipotesi di accordo siglata da altri sindacati il 23 febbraio scorso. “Nessun cambio di linea rispetto a un contratto che per noi rimane irricevibile. Anche dopo un’attenta analisi del testo, infatti, il Consiglio nazionale Nursind, che si è riunito nelle ultime ore con la partecipazione di tutte le segreterie territoriali in rappresentanza dei 30 mila iscritti, non ha avuto dubbi. La decisione di dare mandato alla direzione nazionale di non sottoscrivere il Ccnl 2016-2018 è stata presa con il 95% dei voti, contro l’1% di favorevoli e il 4% di astenuti”. Ha spiegato il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, che conferma anche le due giornate di sciopero già annunciate per il 12 e 13 aprile prossimi.

“Gli interessi degli infermieri vengono prima di tutto. E’ stata questa la bussola – continua Bottega – che ha orientato il nostro giudizio negativo sul testo e, di conseguenza, la decisione di portare avanti una mobilitazione di 48 ore per ribadire la necessità di non dare seguito alla pre-intesa ma di riaprire la contrattazione. Unica strada – rimarca il sindacalista – per modificare sostanzialmente un contratto pessimo e penalizzante per le professioni sanitarie e in special modo per il personale turnista”.

Il Nursind punta l’indice soprattutto su alcuni aspetti di carattere normativo ed economico peggiorativi rispetto al precedente accordo, a cominciare dallo straordinario obbligatorio e destinato ad aumentare fino alla deroga ai riposi per i turnisti e per chi è in pronta disponibilità, passando per la negazione del diritto alla mensa a danno di quest’ultima categoria e dei notturni. “Senza tralasciare, però, neppure la questione delle indennità, ferme al secolo scorso – sottolinea ancora Bottega – e un aumento della precarietà nelle carriere organizzative e professionali che scaturirebbe dalle nuove regole”.

Nelle due giornate di sciopero, come fa sapere il Nursind, le segreterie territoriali si impegneranno ad indire delle assemblee del personale e a promuovere, nelle strutture sanitarie, momenti di incontro con i lavoratori al fine di acquisire una maggiore consapevolezza sulle ricadute che il contratto avrà nell’organizzazione del lavoro e sugli standard di qualità e sicurezza nell’assistenza ai cittadini. “Non ci saremmo mai aspettati nel quarantesimo anniversario del nostro Sistema sanitario nazionale, un attacco così pesante a chi da anni lo sostiene stando in prima fila, a diretto contatto, 24 ore su 24, con i malati e le loro sofferenze. Una cosa è certa – conclude Bottega – sarà sempre più difficile svolgere il nostro lavoro dopo la dura presa d’atto della scarsa valorizzazione ottenuta dall’intero comparto”.

Dopo l’alta adesione allo sciopero del 23 febbraio abbiamo ricevuto da più parti la richiesta di continuare la lotta perché i lavoratori si sono offesi per come sono stati considerati dai firmatari (mai era successo che i sindacati firmassero finchè i lavoratori sono in sciopero) e per l’esito di tale contratto che non ha distribuito le risorse economiche dignitosamente. Ricordiamo che negli enti locali, gli stessi firmatari, hanno aumentato le indennità di turno diurno, notturno e festivo, in sanità, dove sono gli infermieri la gran parte dei lavoratori notturni e festivi, hanno preferito allargare le indennità di disagio al profilo tecnico. Siamo, inoltre, l’unico comparto che riceverà gli aumenti da aprile 2018 anziché da marzo.

Chi ha firmato – un contratto che abbiamo definito politico pre-elettorale – è riuscito a scontentare tutti riducendo la forbice salariale e imponendo una parte normativa peggiorativa. Le ragioni per scioperare permangono le stesse, che hanno mosso gli infermieri a riversarsi in piazza Apostoli e Roma, le stesse che hanno portato ad una altissima adesione. La giornata del 23 febbraio è stata una giornata storica, che come prevedevamo non si sarebbe esaurita all’alba del giorno dopo La breccia che si è aperta è profonda ed irreversibile.

Il contratto firmato è vergognoso.

Per cui noi continuiamo a chiedere:  direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

Le proposte di Nursind e Nursing Up sono:

  1. direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento. 
  2. direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.
  3. l’immediata creazione, per il personale “infermieristico e sanitario“ della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del dlgs 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.
  4. direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione, in ogni azienda, e per ogni servizio delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

Chi vuole aderire allo sciopero può contattare direttamente le sue organizzazioni sindacali Nursind e Nursing Up.

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