Sanità: tagli al pubblico per finanziare il settore privato!

Sanità: il budget governa la salute degli italiani?
Sanità: il budget governa la salute degli italiani?

Sanità: sempre più un lusso?

Nel nostro paese sono milioni le persone che ormai non possono curarsi perché non hanno abbastanza soldi per farlo.

Secondo il segretario provinciale di Confintesa sanità Torino Lippo Francesco la salute pubblica e un diritto di ogni cittadino.

Lo dice citando l’articolo 32 della costituzione, la salute della persona viene tutelata come diritto fondamentale, garantendo cure gratuite agli indigenti, senza obbligarne il trattamento sanitario salvo alcuni casi.

La sanità pubblica di questo passo rischia di essere svenduta alle assicurazioni, i continui tagli operati in questi anni sulla nostra eccellente sanità ha portato a peggiorare i servizi e la condizione generale nella quale operano i nostri sanitari.

I risultati sono i tempi di attesa che si allungano a dismisura e i pazienti costretti a pagarsi di tasca propria, visite specialistiche, esami ematici ed esami strumentali.

I continui tagli costringono i sanitari(medici,infermieri,o.s.s., amministrativi) a lavorare in situazione rischiose, oggi si pretende lo stesso risultato con meno personale, ciò espone maggiormente gli operatori al rischio clinico, e non appena questo si verifica i mass media sono pronti a sottolineare al cittadino l’errore comesso(come per dire avete visto come fa schifo la sanità pubblica?).

In tutto questo quadro assistiamo l’ avanzare la sanità privata, che avvantaggiata dalle liste d’attesa colme, dall’intramoenia dei medici del settore pubblico ( se per una visita con pagamento del ticket si prenota fra due mesi, pagando per intero in regime intramoenia la stessa visita con lo stesso medico in quell’ospedale viene fatta nella stessa mattinata).

Il segretario provinciale di Confintesa sanità Torino Lippo Francesco ci fa un esempio calzante che fotografa la realtà e parla di un episodio avvenuto ad una coppia che doveva essere seguita dall’ambulatorio delle gravidanze a rischio del Sant’Anna di Torino.

Il ginecologo della coppia aveva inviato la signora nello studio privato del primario del ginecologo del Sant’Anna per farla seguire in regime di gravidanza a rischio.

Il primario dopo aver visitato la donna (facendosi pagare una parcella di 132 euro)le dà appuntamento al Sant’Anna per l’ecografia della translucenza nucale, ( peccato che però per essere seguiti dal quel medico bisogna pagare privatamente ogni visita altrimenti si è in balia del ignoto), all’ arrivo nell’ambulatorio del primario (di lui non c’era nemmeno l’ombra) c’erano tre ginecologhe tirocinanti che raccogliendo i dati facevano una pseudo diagnosi con arroganza e poca sensibilità verso la donna, senza garantirne la privacy, addirittura eseguendo un esame obbiettivo ginecologico a porte aperte.

Inoltre le tre tirocinanti non hanno previsto un giorno per dosare gli ormoni della tiroide e prescrivere la nuova dose di levotiroxina alla donna, allorché la coppia è stata costretta a rivolgersi ad altri curanti che operano in altre strutture.

Il paradosso è che l’eccellenza si trova ancora nelle strutture pubbliche prosegue il segretario basti pensare a quel paziente salvato in extremis con un intervento di cardiochirurgia al pronto soccorso del ospedale Mauriziano di Torino.

La sanità oggi è già per i ricchi, noi dobbiamo svegliarci e combattere questa situazione che vede il solito meccanismo, le banche che ci impoveriscono, i politici eseguono, e i privati ci guadagnano.

 

Fonte: comunicato stampa Confintesa Sanità Torino

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