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Rinnovo contratto Sanità pubblica, i temi al centro della trattativa del 26 gennaio.

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Pronta disponibilità, lavoro straordinario, trattamento economico e struttura della retribuzione, fondi contrattuali e sistema indennitario, questi i temi al centro del confronto dopo che l’ARAN l’altro ieri sera ha fatto pervenire ai sindacati una propria bozza d’intesa.

La trattativa ha costituito un primo punto per verificare se le ipotesi dell’ARAN sui diversi istituti contrattuali relativi al nuovo trattamento economico potesse essere la base di discussione per consentire di entrare, successivamente, nel merito concreto degli incrementi di stipendio e delle indennità accessorie.

Una proposta, quella dell’ARAN, da noi valutata sommariamente provocatoria, non certamente accettabile, non solo per i contenuti normativi ma anche per quelli prettamente economici.

“Se non ora ma quando” il riconoscimento pieno economico per gli operatori della sanità, questo è stato il susseguirsi del richiamo della FIALS all’ARAN e al Comitato di Settore durante tutta la trattativa odierna.

Non sono state superate le criticità sulla pronta disponibilità che vede il testo contrattuale, diversamente da quanto da noi richiesto, ancora una volta con le dizioni “di norma”, sia per la previsione di sei pronta disponibilità mensili che per la limitazione al servizio notturno e festivo.

Ma ancor di più viene previsto un incremento dell’indennità oraria per pronta disponibilità di appena 8 centesimi ad ora lorde e nessuna garanzia di collocare il turno successivo a quello programmato di pronta disponibilità nella fascia oraria pomeridiana.

L’articolato del lavoro straordinario è fortemente peggiorativo rispetto all’attuale sistema perché vede una tariffa oraria non più collegata alla retribuzione del dipendente ma unica per tutti i profili professionali e solamente suddivisa tra straordinario diurno, notturno o festivo e notturno-festivo e quindi non più collegato agli incrementi del trattamento economico.

Una perdita notevole di risorse economiche accessorie per il personale con forti ricadute anche sul sistema previdenziale.

L’ARAN non ha ancora presentato le tabelle degli incrementi retributivi stipendiali per le diverse aree e profili professionali e gli incrementi delle diverse nuove indennità accessorie e su sollecitazione della FIALS ha dichiarato che l’aumento contrattuale medio dal 1° gennaio 2021, stante i finanziamenti relativi delle leggi di bilancio, è pari al 4,38% comprensivo dell’elemento perequativo (che sarà parte integrante della retribuzione stipendiale).

Resta solo un ulteriore 0,55% del monte salari 2018 da destinare al nuovo ordinamento professionale che a nostro parere è fortemente risicabile e non sostanzioso per gli obiettivi posti sul nuovo ordinamento professionale, sul nuovo sistema degli incarichi e differenziali economici – ex fasce -.

Abbiamo ribadito come il riconoscimento dell’incarico professionale graduato per tutto il personale collocato nelle ex categorie D e Ds, subito dopo il periodo di prova, rimane un nodo contrattuale per noi da raggiungere con questo contratto

Non abbiamo condiviso il percorso sul trattamento economico nell’ambito del nuovo sistema di classificazione perché va a discriminare e penalizzare fortemente i dipendenti che si trovano già collocati nelle fasce più elevate che non potrebbero mai più fruire di percorsi economici di carriera fino alla cessazione del loro rapporto di lavoro.

Una proposizione ARAN, non giusta e certamente non condivisibile e diversamente, abbiamo, ancora una volta, chiesto di applicare, per il comparto sanità, quanto definito e già sottoscritto nel nuovo contratto per il personale delle funzioni centrali.

Rispetto all’indennità di specificità infermieristica da riconoscere al predetto personale, con decorrenza dal 1° gennaio 2021, quale parte del trattamento economico fondamentale. l’ARAN ha comunicato che il personale avente diritto, rispetto ai dati del conto annuale 2020, è pari a n. 280.143, mentre per l’indennità tutela del malato e promozione della salute da destinare alle altre professioni sanitarie, assistenti sociali ed OSS, il numero di personale è pari a 157.312 per un importo di 100 milioni di euro come previsto dalla stressa legge di bilancio 2021.

Permangono concrete criticità sulla proposta ARAN di revisione del sistema delle indennità accessorie che, al momento, non determina aumenti concreti ma unicamente aggregazioni delle indennità di disagio senza alcun allineamento normativo e giuridico con la dirigenza sanitaria ed in particolare per l’indennità notturna e festiva, da riconoscere ai dipendenti operanti nelle diverse unità operative ed in particolare per coloro che svolgono l’attività nel pronto soccorso e 118.

Una forbice notevolmente larga, non più accettabile, che va dai 100 euro per notte per i medici fino a 120 euro per notte ai medici dei pronto soccorso.

Criticità, ancora, forti sul rischio radiologico per i tecnici di radiologia medica per una previsione contrattuale peggiorativa rispetto al sistema attuale.

Abbiamo, in ultimo, chiesto che vi sia un fondo economico integrativo, interamente riservato al nuovo sistema degli incarichi per dare sostanza all’architettura del nuovo ordinamento professionale con questo rinnovo contrattuale.

La FIALS si è riservata di inviare ulteriori osservazioni e proposte al testo ARAN. La trattativa è stata aggiornata il 3 febbraio p.v. – è quanto si legge a termine della nota diramata dalla FIALS.

Redazione AssoCareNews.it
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