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L’on. Stefania Mammì (M5S) chiede lumi a Speranza e a Draghi sulla correttezza dei bandi di reclutamento di Infermieri e Assistenti Sanitari per vaccini anti-Covid.

L’On. Stefania Mammì (M5S), alcune settimane fa, ha depositato un’interrogazione​ al​ Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro Speranza, per fugare ogni timore in merito all’avviso pubblico volto alla selezione di 5 agenzie per il lavoro per l’affidamento, la selezione e il reclutamento di 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari, che dovranno sostenere la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1.500 strutture individuate e distribuite su tutto il territorio nazionale, con contratti di assunzione a tempo determinato per la durata pari a 9 mesi, rinnovabili in caso di necessità connesse al Piano vaccinale anti Sars-COV-2.​

“Dopo aver ricevute numerose segnalazioni, e uscite stampa sul tema, sul reclutamento del personale infermieristico nella campagna vaccinale e i relativi compensi a questa categoria, ho interrogato, allarmata, Presidente e Ministro, per avere delucidazioni in merito alla difformità tra i compensi proposti dalle agenzie interinali, circa 1950.00 euro lordi,​ poco più di 1200 euro netti al mese a fronte di 3077.00 euro lordi previsti nel bando. Adesso basta pensare di sfruttare ancora la categoria degli infermieri, pretendo risposte su questo fatto davvero increscioso che va ancora una volta a colpire figure preziose del nostro panorama sanitario. In​ base ai più recenti dati ufficiali, sono pervenute 26.690 adesioni all’avviso pubblico del Commissario Straordinario all’emergenza Covid-19 che, pur essendo superiori rispetto ai posti disponibili, tuttavia fanno rilevare lo sconfortante dato delle sole circa 3.900 candidature avanzate dalle figure infermieristiche. Tra i motivi della scarsa partecipazione degli infermieri al bando, come anche evidenziato dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, è ragionevole supporre che vi siano la mancanza di assicurazioni da parte del Ministro interrogato sul diritto per gli infermieri liberi professionisti ad essere compresi tra le categorie per le quali il vaccino anti-covid è prioritario e conseguentemente essere vaccinati quanto prima, nonché le poco attrattive condizioni contrattuali proposte. Ho chiesto al Governo quali iniziative, anche normative, intenda assumere in merito alla rappresentata difformità tra i compensi proposti agli infermieri dalle agenzie per il lavoro e quanto previsto nell’avviso pubblico del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 volto al reclutamento di personale sanitario per il sostegno alla campagna vaccinale anti Sars-Cov-2”, conclude l’Onorevole Stefania Mammì

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