Politiche, M5S primo senza maggioranza: cambia la Sanità!

Luigi Di Maio ed i Ministri proposti dal M5S!
Luigi Di Maio ed i Ministri proposti dal M5S!

L’elettorato italiano si è espresso attraverso le urne in merito alla volontà di premiare il Movimento 5 Stelle, il movimento nato dalla rete e nelle piazze italiane che ha come padre fondatore Beppe Grillo.

Il risultato dello spoglio indica quindi un cambio di rotta alla guida del paese dopo il governo di centrosinistra (Renzi prima e Gentiloni poi). Questo cambiamento influenzerà necessariamente anche il sistema Sanità italiano: vediamo di quali vesti si vestirà con le principali riforme e novità che saranno introdotte.

Con il mancato raggiungimento del 40% delle preferenze stabilito dalla legge elettorale nelle prossime ore la coalizione dovrà cercare sicuramente degli appoggi politici tra le altre forze politiche appena elette. Fonti interne al movimento indicano però come assolutamente impossibile che un ministero importante come quello della Salute sia concesso a forze politiche esterne, come invece avvenuto nel precedente mandato con la nomina del Ministro Lorenzin, allora proveniente da NCD. 

I numeri elettorali e l’opinione di esperti giornalisti e politologi indicano invece una possibilità piuttosto concreta di alleanza di governo con la Lega Nord.

Al termine della campagna elettorale, il candidato Premier Luigi Di Maio, aveva presentato i ministri proposti dal movimento agli elettori italiani. Per quanto riguarda il Ministero della Salute, il nome presentato è stato quello di Armando Bertolazzi, medico oncologo all’ospedale “Sant’Andrea” di Roma e fortissimo sostenitore pubblico della necessità dei vaccini.

Nei prossimi 5 anni sono molte le proposte che potremmo vedere realizzate dal Movimento 5 Stelle. Vediamo come cambierà la nostra Sanità secondo il programma pentastellato.

Forti investimenti sulla prevenzione con l’introduzione dei Registro Tumori e la lotta agli inquinanti cancerogeni ambientali, da sempre un punto chiave dell’idea di salute del movimento. Aumento dei fondi anche per la salute mentale ed i servizi dedicati alle dipendenze, anche da gioco d’azzardo. Attività di sensibilizzazione sull’antibiotico resistenza.

Revisione del sistema dei LEA con potenziamento dei sistemi di rilevazione e valutazione e sblocco di fondi utili alla loro applicazione e sostenibilità. Integrazione e coordinazione reale con il Piano Nazionale Esiti.

Organizzazione delle assunzioni con piani programmatici ponderati per migliorare l’accesso al lavoro nel pubblico. Sblocco del naturale turnover. Miglioramenti nelle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari e medici per aumentare la qualità dei servizi offerti. Regolamentare l’intramoenia e favorire l’informatizzazione e l’abbandono graduale del cartaceo.

Riorganizzazione delle modalità di nomina delle cariche dirigenziali all’interno del SSN, con tutela della trasparenza e del merito capace. 

Per gli Ordini delle Professioni Sanitarie si parla già di riordino. Inoltre si parla di taglio del 50% della tassa, del controllo diretto della Corte dei Conti e dell’obbligatorietà della tassa annuale esclusivamente per chi ha un impiego lavorativo.

Per quanto riguarda invece la Lega Nord, in caso di raggiungimento di un accordo circa la concessione della nomina di uno dei suoi uomini alla guida del Ministero, le dichiarate intenzioni in ambito di salute sono piuttosto diverse.

Infatti la Lega punta forte sulla standardizzazione dei costi a livello nazionale, annullando di fatto la forbice dei costi che esiste tra le stesse prestazioni e forniture in Aziende Sanitarie diverse. 

L’obiettivo è ispirarsi e implementare il “modello Veneto”, come più volte dichiarato in campagna elettorale.

E’ in programma l’istituzione di un programma di formazione di una classe dirigenziale di gestori della sanità, capaci di coniugare le esigenze di utilizzo attento delle risorse sempre più ridotte, con la qualità di prestazioni sanitarie.

Sono previsti interventi finalizzati alla riorganizzazione territoriale: abbattimento dell’accentramento dei servizi in policlinici con il potenziamento di strutture sanitarie territoriali e snellimento del carico di pronto soccorso grazie all’introduzione del Triage Territoriale e della diffusione di strutture a bassa intensità.

 

 

 

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