infermieri inutili
Pubblicità

Piano antiCOVID-19: ora si potenzino i servizi di prossimità al cittadino e si valorizzino finalmente i professionisti infermieri e sanitari dei settori socio-sanitari trentini.

Nelle ultime ore la sanità ed i servizi socio-sanitari sono stati al centro del dibattito nazionale e provinciale, con i fondi stanziati dal decreto “rilancia Italia” recentemente approvato e finalizzati all’emergenza coronavirus.

Dopo i 6,6 milioni di euro stanziati al trentino per l’emergenza coronavirus con il DL n.18 del 17/3/2020 , sono stati destinati al trentino ulteriori 40 milioni di euro dal DL n.34 del 19/5/2020, che dovranno essere finalizzati a potenziare i servizi territoriali e di prossimità al cittadino, che tanto determinanti si sono rivelati nel contrastare la pandemia da coronavirus e dove infermieri, assistenti sanitarie, ostetriche ed i terapisiti della riabilitazione psichiatrica hanno svolto un ruolo determinante nell’arginare la pandemia.

Rispetto ad altre regioni, la Provincia di Trento ha già un consolidato servizio di cure domiciliari, un servizio di Igiene e sanità pubblica efficiente e radicato e questo ci ha peremsso di limitare le ospedalizzazioni, cosa invece che non è successa nella vicina Lombardia, con gli effetti devastanti che tutti abbiamo avuto modo di vedere.

“Ora però bisogna fare un passo in avanti per potenziare la presa in carico del cittadino/utente ed attivare l’infermiere di famiglia e di comunità, che puo’ rivestire un ulteriore ed importante ruolo a livello territoriale. Sarà necessario inoltre rivedere il ruolo delle Apsp trentine, che dovranno essere maggiormente integrate con l’Apss trentina” – spiega Cesare Hoffer, coordinatore Nursing Up Trento.

“Ci aspettiamo pertanto nuove assunzioni di personale e una vera valorizzazione economica volta a riconoscere professionalità, impegno ed il sacrificio dei nostri professionisti. In questo momento sono stanchi e provati dal grande sfrozo sostenuto nella pandemia, molti di loro accusano una situazione di stress post-traumatico ed hanno bisogno di supporto psicologico. Proprio per questo proporremo alla Provincia di attivare un congedo straordinario ristoratore, per permettere un adeguato recupero psicofisico, che dovrà essere aggiuntivo ai normali congedi contrattualmente previsti” – aggiunge Hoffer.

E non è tutto: “fondamentale sarà rivedere l’organizzazione della medicina di base, un passaggio necessario ed inderogabile verso un modello sempre più integrato e multidisciplinare tra le varie figure professionali, volto a garantire un servizio sempre migliore al cittadino. Dopo i recenti annunci dell’assessora Segnana, auspichiamo il coinvolgimento della nostra organizzazione sindacale, che rappresenta quasi 1700 infermieri e professionisti sanitari all’interno dell’azienda sanitaria e si pone pertanto come il sindacato maggiormente rappresentativo: ora ci vuole un tavolo tecnico provinciale per un contruttivo confronto, nel nuovo piano sanitario provinciale e Nursing up vuole essere una parte sociale attiva”.

“La pandemia ha fatto emergere i punti deboli del nostro sistema socio-sanitario e come nella ormai consueta tradizione italiana, le cose vengono affrontate sempre in termini emergenziali, quello che invece è necessario è una riforma strutturale del sistema, che dovrà essere fatta con il coinvolgimento dei professionisti che hanno dimostrato di essere il pilastro della sanità, impensabile escluderli ancora una volta, dopo quello che hanno dimostrato sul campo! Indispensabile sarà l’assunzione di nuovi professionisti per potenziare le terapie intensive, vista l’implementazione dei posti letto da 50 a 76, ed i pronti soccorsi, cha ancora una volta hanno dovuto operare in una situazione di grande difficoltà, connesse anche alle problematiche di tipo logistico tuttora irrisolte e che dovranno essere ora seriamente affrontate. Lunedì 25 maggio siamo stati convocati dalla Provincia per definire l’incentivo una tantum coronavirus, che dovrà essere erogato in primis ed in maniera cospicua ai professionisti sanitari impegnati o che hanno collaborato alla gestione dell’emergenza coronavirus. Al di là di questo, la vera valorizzazione giuridico-economica dovrà pero’ essere attuata a livello contrattuale ed in maniera strutturata, ora le nostre proposte dovranno essere accolte nella coda contrattuale del CCPL 2016/18 e soprattutto nel nuovo contratto 2019/21, che dovrà essere il punto di svolta rendendo il giusto merito ai nostri professionisti. Dalla nostra Provincia ci aspettiamo importanti investimenti economici per la nostra valorizzazione, per ora abbiamo visto solo tagli economici ai nostri contratti, assenza di nuovi stanziamenti e totale disinteresse, per questo siamo molti delusi e arrabbiati” – conclude il sindacalista di Nursing Up.