Pediatria Ravenna: servono più Infermieri e più posti letto

Pediatria Ravenna: servono più Infermieri e più posti letto. Interviene la FIALS.
Pediatria Ravenna: servono più Infermieri e più posti letto. Interviene la FIALS.

Egr. Direttore di AssoCareNews.it, 

con la presente siamo a segnalare una situazione di grave criticità rilevata presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale di Ravenna che, dopo aver acquisito informazioni e dati di attività legati ai ricoveri e non solo, ci ha visti come O.S. FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, primo Sindacato Autonomo per livello di rappresentatività a livello nazionale) sottoporre all’Ausl Romagna, prima sotto forma di una fitta corrispondenza e poi con un confronto di approfondimento avuto con i responsabili Medici e Infermieristici del Presidio Ospedaliero di Ravenna, segnalare la situazione di grave criticità, anticipando che avremmo informato gli organi di stampa qualora non fossero state implementate azioni incisive ed adeguate. 

L’incontro avvenuto lo scorso 18 settembre seppur ci ha fornito alcuni elementi ulteriormente conoscitivi dall’altro ci ha confermato come i vincoli strutturali imposti dalle normative sul “taglio o contenimento” dei posti letto 3,7×1000 di posti letto fosse rispettato complessivamente a livello di Ausl Romagna ma superiore a livello di Presidio Ospedaliero di Ravenna, difficilmente avrebbe determinato, a breve, un potenziamento dei posti letto formalmente assegnati alla Pediatria di Ravenna che peraltro necessita anche di proseguire nel miglioramento del confort. 

“La soluzione all’Italiana” dei nostri amministratori locali è stata allora quella di mantenere “formalmente immutati i posti letto” in dotazione (11 posti letto + 2 di Osservazione Breve Intensiva) ma di aumentarne anche consistentemente quella effettiva. A tal fine occorre sapere che tutti gli 11 posti letto ordinari in dotazione del reparto sono collocati in altrettante camere di degenza con a fianco un secondo letto (che non sono formalmente conteggiati…) e che, di solito, permettono il riposo del genitore accompagnatore del piccolo paziente.

Al bisogno, e come si dimostrerà con i numeri qui di seguito riportati…., questi letti vengono utilizzati per collocare ulteriori bambini bisognosi di cure e di assistenza.

In questi giorni è già in atto il sovraffollamento del reparto e, a titolo indicativo, questi è il numero dei bambini ricoverati:

  • 12.11.2018: 20 bambini
  • 13.11.2018: 16     “
  • 14.11.2018: 17     “
  • 15.11.2018: 16    “
  • 16.11.2018: 18    “
  • 17.11.2018: 17     “

La ricaduta sulla qualità delle cure e soprattutto sui potenziali rischi che incorrono i pazienti sono quindi proporzionalmente a rischio con l’aumento del cosiddetto indice di OPL – Occupazione dei Posti letto, che dovrebbe essere mediamente intorno al 90% mentre, in alcuni mesi dell’anno, supera ampiamente il 100%. Peraltro essendo una media è facile immaginare come vi siano “picchi” di accesso e ricovero nel reparto di Pediatria di Ravenna ben superiore. 

Con l’arrivo del freddo e delle patologie di stagione (influenze in particolare, ma non solo..) ecco che un reparto come questo, di fatto l’unico in tutta la Province per scelte organizzative dei politici e degli amministratori locali risulta insufficiente a dare risposte cliniche ed assistenziali in condizioni di sicurezza e di qualità delle cure.

Senza nessun intento di riaprire polemiche sulle scelte fatte, la politica la lasciamo ai politici, il nostro rilievo che riguarda gli effetti di tali scelte sull’assistenza, sui cittadini e sui professionisti sanitari, medici, infermieristici ed il personale di supporto che in condizioni del genere sono in grande difficoltà.

Si ricorda a tal fine che il reparto di Pediatria di Ravenna attira tutti i bambini bisognosi di ricovero.

Infatti:

  • A Lugo sono presenti i servizi di: ambulatorio, prelievi 0-2 anni, day hospital.
  • A Faenza sono presenti i servizi di: nido, neonatologia, day hospital, ambulatorio, ambulatorio prelievi 0-2 anni.

Sia per Lugo che Faenza il ricovero ordinario in ospedale è garantito solo se è : urgente e programmato, così come per entrambi Il servizio di terapia intensiva fa capo all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. 

Gli organici infatti sono dimensionati in riferimento al numero dei posti letto mentre in diversi periodi dell’anno sono chiamati ad intervenire con anche il 50% in più di pazienti ricoverati ed anche in presenza di patologie complesse che determinano, come intuibile, anche un maggior impegno assistenziale (es. casi di malaria, pertosse, Toscana virus con necessità di isolamento senza implementazione di operatori in turno).

Attualmente sono presenti n. 20 infermieri, dato che appare in linea rispetto agli 11+2 posti letto…

Ovviamente è assolutamente insufficiente a fronteggiare, con un’assistenza degna di questo nome, situazioni che arrivano a raddoppiare (quasi) il numero dei pazienti.

In queste condizioni operative è facile pensare che siano utilizzati impropriamente non solo il Servizio di Osservazione Breve Intensiva ma anche i posti presenti in Ambulatorio Urgenze Pediatriche.

Si fa presente che questa è stata una scelta aziendale e non può essere addotta come giustificazione all’insufficienza dei posti letto a disposizione così come il fisiologico aumento dei posti letto necessari per il periodo invernale, entrambi ampiamente prevedibili per chi deve predisporre l’adeguata programmazione delle risposte clinica assistenziali della popolazione di riferimento.

Ci aspettiamo, e credo sia così anche per la cittadinanza, che occorra potenziare il numero di posti letto in dotazione aumentandone corrispondentemente anche gli operatori infermieristici della medesima U.O.

Il tutto al fine di non mettere a rischio i pazienti e gli operatori i quali, per poter prestare un’assistenza nelle migliori condizioni possibili, necessitano anche di poter fruire di un numero adeguato di riposi, dello smaltimento delle ferie e del lavoro straordinario accumulato nonché di poter fruire dei permessi, ad esempio, per poter partecipare agli eventi formativi, tanto per citarne alcuni.

Va dato atto alla Direzione Aziendale di aver ammesso e confermato quanto da noi segnalatovi in riferimento al fato che fino ad oggi l’aumento assistenziale è stato fatto gravare di persona al personale infermieristico e (di supporto) determinandosi con un aumento delle attività e del carico assistenziale.

Se vogliamo difendere la qualità delle cure e dell’assistenza occorre che i nostri amministratori locali adottino le azioni necessarie sia in termini di dotazioni di posti letto che di incremento di personale a partire da quello infermieristico.

Daniele Bedetti – Segreteria Provinciale Fials Ravenna

Mauro Gabriele – RSU Fials

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